Codacons contro Gaucci
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fonte:
- Il Resto del Carlino
PERUGIA ? La notte televisiva di Italia 1 si infiamma. A Controcampo va in scena il migliore (o il peggiore, secondo i punti di vista) Luciano Gaucci, pirotecnico presidente del Perugia.
La gara persa contro la Juventus e quell`arbitraggio forse scellerato? Macché, non gli interessa. Il suo bersaglio è un altro, la vera causa della sconfitta con i bianconeri e non solo. Si chiama Roberto Baronio, ha 25 anni, trascorsi anche importanti in Nazionale Under 21 e centrocampista tra i più reclamizzati degli ultimi anni. A Gaucci questo biondino che guadagna 3,5 miliardi delle vecchie lire («meno male che gran parte glieli paga la Lazio») proprio non va giù. «Ho deciso, la maglia numero 13 non la voglio più vedere, la abolisco», sentenzia il presidente del Perugia, dando, di fatto dello iettatore e dell`incapace proprio a Baronio che la indossa. «Da quando è arrivato non ha fatto nulla, l`allenatore lo stima ma non lo fa giocare. E quando entra noi perdiamo». Il riferimento è alla rimonta di un paio di mesi fa della Roma all`Olimpico (il Perugia conduceva 2-0) e al gol di Camoranesi di domenica giunto quando il mediano era entrato in campo da un paio di minuti.
Baronio ascolta e telefona in diretta: «Presidente, ho accettato in silenzio anche di giocare con la Primavera e la Berretti quando mi ci ha mandato dopo Roma, ma non può definirmi un ex giocatore, non lo accetto. La maglia numero 13 me la tengo, ho scelto questo numero perchè è la data di nascita di mio figlio. In quanto ai soldi che prendo mi avete cercato voi». Il dibattito si scalda, mentre un trafelato Piccinini cerca di mantenerlo nella vivace ma sobria dialettica con scarsa fortuna.
Un ospite dà del «sanguinario» a Gaucci. Il presidente prima abbozza poi ci ripensa: «Vorrà dire sanguigno… Sanguinario io? Mica uso il coltello? Lei è un ignorante, non conosce la lingua italiana». E di rimando: «E` lei che ha problemi lessicali presidente». E` baruffa vera anche se alla fine Gaucci si mette a corteggiare Di Canio, ospite della trasmissione che risponde: «Presidente lei non può criticare in televisione un suo giocatore in questo modo. Io a Perugia? Non è il caso, ho un`anima da… ternano».
Ieri mattina Roberto Baronio si è chiuso nel silenzio: «Sono distrutto, non mi va di parlare». A sua difesa si alza anche la voce del Codacons: «L`analisi di Gaucci è diventata un autentico linciaggio nel confronti del giocatore Baronio e in un rapporto di lavoro nessuno può permettersi di umiliare davanti ad altri un proprio dipendente».
Ma Gaucci ha rincarato la dose rimettendo Baronio fuori dalla prima squadra: «Non è idoneo a giocare in serie A».
Serse Cosmi, da parte sua, ribadisce le sue scuse a Nedved. «Mi farò dare il telefono da Baiocco e lo chiamerò: con lui ho sbagliato, ho visto una maglia bianconera e mi sono sfogato. Poteva essere chiunque, mi spiace anche perchè Nedved è un giocatore che ammiro tantissimo. Non devo chiedere scusa, però, a tutti quei signorotti che popolano i salotti televisivi e che hanno detto che gesti come il mio scatenano violenza. La violenza vera arriva dalla loro subdola ipocrisia. Io non ho certo massacrato l`arbitro, ho solo espresso un mio giudizio sulla sua prestazione. Purtroppo ho capito che nel calcio non si possono dare giudizi se non quelli scontati, che non turbano certe anime pie».
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