Fumo,3 milioni per mettersi in regola
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fonte:
- Il Messaggero
Stando ai risultati di un?indagine Swg-Confesercenti, ristoratori e proprietari di locali pubblici hanno già dimostrato sensibilità al problema-fumo e, secondo la ricerca, il 78% dei locali è già dotato di impianto di aspirazione. Segno che qualcuno, per evitare dissidi tra appassionati di “bionde“ e non fumatori, ha anticipato i tempi. «Il quieto vivere – sostiene Francesco Filippetti, segretario regionale Confesercenti – è un bene che gli imprenditori vogliono tutelare. È nel loro interesse». Ora, però, si tratterà di vedere se tali strutture rispondono alle regole che il governo dovrà fissare nei prossimi due mesi. Nel caso di interventi radicali, stando alle valutazioni della Cooperativa Regionale Fidi, le imprese dovranno investire dai 10 mila ai 12 mila euro: dai 5 mila agli 8 mila per acquistare e installare l?impianto di aerazione; 5 mila circa per ridefinire gli spazi e creare la zona fumatori. Cifre “importanti“ che per il settore vanno sostenute «con adeguati aiuti ed incentivi».
Ma al di là della questione tecnica e normativa, i nuovi divieti pongono le basi per un cambiamento radicale nelle abitudini dei fumatori e nel loro modo di rapportarsi agli altri. E la vera sfida sarà quella dei controlli, il tallone d?Achille delle precedenti normative anti-fumo. «Fino ad oggi in banche, uffici pubblici e ospedali non si è mai capito chi avrebbe dovuto fare controlli e quanti ne sono stati fatti», sostiene Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria. «Finora clienti, utenti e pazienti sono stati poco garantiti e per questo il nostro auspicio è che il fumo venga bandito da tutti i posti pubblici e che d?ora in poi si possa fumare solo all?aperto. Condividiamo inoltre le sanzioni stabilite dalla nuova legge e ci aspettiamo che chi sarà preposto ai controlli, vigili davvero sul suo effettivo rispetto».
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