23 Dicembre 2002

Canone Rai e Ici, consumatori in rivolta

ROMA. Consumatori in campo contro l?aumento del canone Rai – verrà impugnato il rincaro di 3, 30 euro – e per denunciare un rischio: i112% degli italiani potrebbe decidere di non pagare l`Ici e di attendere il condono fiscale per mettersi in regola con il fisco. L`Intesa Consumatori ha infatti, annunciato ieri l`intenzione di impugnare «in tutte le sedi legali» l`aumento del canone Rai di 3,30 euro, pari al 3.52%. Secondo l`Intesa – che raggruppa varie associazioni di consumatori – si tratta di un «grosso regalo» che il ministro Gasparri ha fatto alla Rai «decidendo di aumentare il canone di un importo persino superiore a quanto avevano proposto gli stessi tecnici del ministero delle Comunicazioni che avevano prospettato ai dirigenti di viale Mazzini un incremento compreso tra 2,5 e 2,8 euro». Intesa definisce l`aumento «senza precedenti» in quanto la maggiorazione è «di gran lunga» superiore a quelle degli ultimi 10 anni. Solo nel 1998 fu del 3.53% ma riguardava due anni, non essendoci stato adeguamento nel `97. L`Intesa Consumatori ricorda che nei giorni scorsi aveva esposto «dieci buoni motivi» per non aumentare il canone e aveva chiesto al ministro di ripensarci. «L`aumento del canone Rai – sostiene ancora – è superiore, non solo all`irrealistico tasso di inflazione programmata del Governo, ma anche all` inflazione attuale che, come tutti sanno, è fuori controllo ed in costante e pericolosa crescita». Intanto, un`indagine condotta sempre dall`Intesa Consumatori, fa emergere che il 12% degli italiani potrebbe decidere di non pagare l`Ici e di attendere il condono fiscale per mettersi in regola con il fisco. Un dato ritenuto «clamoroso poichè conferma che la scelta di risanare, o meglio di sanare i buchi in bilancio con condoni fiscali, ingenera sfiducia nei cittadini e crea ulteriori problemi alle casse dello Stato». Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – le associazioni che formano l`Intesa dei Consumatori – sono convinte che «se condono deve essere per chi non ha pagato il dovuto, deve esserci un risarcimento equo per chi invece ha pagato sempre tutto». «Centinaia di contribuenti – spiega l`Intesa dei Consumatori – si sono rivolti quotidianamente alle sedi delle associazioni non per chiedere come fare il condono ma per protestare in quanto non comprendono perchè chi ha pagato sempre regolarmente debba essere svantaggiato rispetto a chi ha fatto il furbo o peggio, non pagando i tributi dovuti». Un esempio su tutti, conclude l`Intesa, è quello del canone Rai. «Il condono – precisano le associazioni – prevede che il pagamento possa essere sanato con il versamento di 10 euro per ogni annualità dovuta. Quindi il pagamento dell`annualità regolare del canone corrisponde a 8 anni di canone condonato. Una vera beffa per tutti i cittadini».

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