22 Dicembre 2002

Petizione per abbassare l`Iva al 10 per cento sul gas

Petizione per abbassare l`Iva al 10 per cento sul gas da riscaldamento

Abbassare l`Iva sul gas da riscaldamento dal 20% al 10% ? Ci sarà una vera e propria raccolta di firme, che è stata annunciata ieri dal presidente nazionale di Federconsumatori Rosario Trefiletti, invitato, insieme al responsabile regionale Giacinto Brighenti, nella sede della Cgil di Mantova da Guido Corradini, referente della sezione provinciale di Federconsumatori. Mai, come dall`entrata in vigore dell`euro, è stato tanto avvertito dai cittadini lo scarto tra l`inflazione percepita dai consumatori e l`inflazione rilevata dall`Istat.
È sotto gli occhi di tutti, soprattutto in questo periodo di regali natalizi: si spende di più, molto di più. E molti, come hanno rilevato gli stessi commercianti, hanno tagliato sui regali di Santa Lucia.
Già con l`intesa dei consumatori (che comprendeva anche Adoc, Adusbef e Codacons), si era rilevato come bisognasse prestare grande attenzione alla crescita dei prezzi, fin da gennaio 2002, ma poche, se non nulle sono state le contromisure prese dal Governo.
«Ci sono aumenti che toccano i prodotti che arrivano al consumatore – ha detto il presidente nazionale Rosario Trefiletti – ma anche aumenti per i giochi come il lotto e le lotterie o per le tariffe, ad esempio dei tram. E tutto questo aiuta ad aumentare l`inflazione italiana che è la più alta d`Europa, ma anche a farci perdere in competitività».
Un problema molto serio e che è sentito da tutte le famiglie italiane: «Il potere di acquisto è diminuito di millecinquecento euro – ha aggiunto il presidente – e per il 2003 si prevede un`ulteriore perdita di trecento euro (per aumento dell`acqua, gas, ma anche le tariffe dei treni, ecc.)».
Uno dei problemi più gravi, quando si cerca di affrontare queste problematiche, viene proprio dall`Istat, che, come ha affermato lo stesso Trefiletti «è un paniere obsoleto, con elenchi di prodotti non rappresentativi e poco accurate sono anche le rilevazioni territoriali.
In molti comuni (il 28% dei capoluoghi italiani), infatti, non esistono enti che rilevino questi dati (come a Mantova) o se li rilevano non lo fanno in modo corretto».

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