Rincari, primo accusato è l?euro
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fonte:
- Messaggero Veneto
ROMA. Un anno vissuto pericolosamente. Il primo dell?euro, sul fronte dell?inflazione e in generale dell?aumento del costo della vita, è stato un anno sicuramente difficile. La moneta unica europea si è, infatti, trovata in mezzo a due schieramenti contrapposti: da una parte le istituzioni internazionali, a iniziare dalla Banca centrale europea (Bce), che ne difendevano la scarsa incidenza sugli aumenti dei prezzi; dall?altra, le associazioni dei consumatori e, a onor del vero, una buona parte dell?opinione pubblica europea, che lo indicava come la prima fonte dell?aumento del costo della vita.
Una battaglia che i consumatori, in Italia, hanno iniziato da subito: già a febbraio, quando ancora non era terminato il periodo di doppia circolazione, Adiconsum, Codacons e Unione consumatori additavano nella moneta unica il responsabile di un esborso aggiuntivo annuo per famiglia di circa 500 euro. Una polemica che non ha accennato ad attenuarsi nei mesi successivi e che è stata solo parzialmente smorzata dall?autorevole intervento della Banca d?Italia. È nella sua Relazione annuale del 31 maggio, infatti, che il governatore Antonio Fazio mette i puntini sulle ?i?: «L?impatto sull?inflazione al consumo è stato moderato sia nel nostro Paese sia nell?area, in linea con le attese», dice riferendosi alla valuta europea.
Neppure il sopraggiungere dell?estate ha smorzato i toni. A luglio le organizzazioni di tutela del consumo hanno sferrato l?attacco più massiccio: sciopero della spesa indetto dall?Intesa dei consumatori e contestazione aperta all?Istat per la composizione del paniere che l?Istituto utilizza nelle rilevazioni che servono a fissare il tasso di inflazione. Con stime sul carovita, da parte delle organizzazioni dei consumatori, in continua ascesa: i 500 euro di spesa annua in più per ogni famiglia di febbraio, diventano 750. Ad agosto scatta l?allarme caro-ombrellone: il prezzo medio di un lettino o di un parasole per una giornata passa – secondo il Codacons – dalle vecchie 12 mila lire del 2001 a 7 euro, pari a 13.553 lire. Con la fine dell?estate la moneta unica europea torna protagonista dei rincari. Con il caro-scuola e ora con le spese natalizie.
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