22 Dicembre 2002

Euro, un anno imputato

Un anno vissuto pericolosamente. Il primo dell?euro, sul fronte dell?inflazione e in generale dell?aumento del costo della vita, è stato un anno sicuramente difficile. La moneta unica europea si è infatti trovata in mezzo a due schieramenti contrapposti: da una parte le istituzioni internazionali, a iniziare dalla Banca centrale europea (Bce), che ne difendevano la scarsa incidenza sugli aumenti dei prezzi; dall?altra le associazioni dei consumatori e, a onor del vero, una buona parte dell?opinione pubblica europea, che lo indicava come la prima fonte dell?aumento del costo della vita. Una battaglia che i consumatori, in Italia, hanno iniziato da subito: già a febbraio, quando ancora non era terminato il periodo di doppia circolazione, Adiconsum, Codacons ed Unione Consumatori additavano nella moneta unica il responsabile di un esborso aggiuntivo annuo per famiglia di circa 500 euro e suonavano il campanello d?allarme di un tasso d?inflazione che, a fine 2002, avrebbe potuto attestarsi al 3%. Una polemica che non ha accennato ad attenuarsi nei mesi seguenti e che è stata solo parzialmente smorzata dall?autorevole intervento della Banca d?Italia. È nella sua Relazione annuale del 31 maggio infatti che il Governatore Antonio Fazio mette i puntini sugli ?ì: «l?impatto sull?inflazione al consumo è stato moderato sia nel nostro Paese sia nell?area, in linea con le attese», dice riferendosi alla valuta europea. Ad agosto scatta l?allarme caro-ombrellone: il prezzo medio di un lettino o di un parasole per una giornata passa – secondo il Codacons – dalle vecchie 12 mila lire del 2001 a 7 euro, pari a 13.553 lire. Con la fine dell?estate la moneta unica europea torna protagonista dei rincari. Questa volta è il caro-scuola a coinvolgerlo. Ora, con il Natale (che a livello di consumi non si annuncia certo esplosivo), è arrivato il «caro bambinello»: il Codacons, in base ad un?indagine compiuta presso i mercatini e le vie caratteristiche di Roma, Milano e Napoli, denuncia che il costo dell?indispensabile statuetta di Gesu bambino per il presepe è arrivato a 7 euro. Da piazza Navona alla mitica strada napoletana del presepe, San Gregorio Armeno, rileva il Codacons, è tutto un fiorire di aumenti, con il passaggio da 5.000 lire a 5 euro del prezzo di 6 paperelle da collocare nell? immancabile laghetto del presepe. Ma non è finita. Il presepe 2002 è più caro in tutti i suoi pezzi: si va dai 30 euro in sù per la sola capanna.

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