Consumatori all?attacco: stangata per le famiglie
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fonte:
- Il Mattino
Rincari, ribassi, inflazione che sale, carovita immutato, portafogli più pesanti e l?euro che ci manda in rovina. Come al solito, quando si tratta di soldi, tutti danno i numeri: i consumatori dicono che l?inflazione reale di dicembre è molto più alta di quella ufficiale (6,6% rispetto al 2,8-2,9% dei dati delle città campione di ieri), gli analisti che l?inflazione non è aumentata (ferma al 2,8%), i commercianti che la spesa di Natale sarà molto più conveniente quest?anno rispetto al 2001. Ma, come sempre, solo chi va al mercato saprà di quanto è cresciuto il costo della vita. Intanto, secondo i dati dlla città campione, Napoli è tra i capoluoghi con il tasso inflattivo più elevato: +0,3% a dicembre, +3,8% tendenziale annuo.
I consumatori – L`inflazione nel 2002 ha rappresentato per le famiglie italiane una stangata da 1.505 euro, circa 3 milioni di vecchie lire. A fare i calcoli è l`Intesa dei Consumatori (Adusbef, Adoc, Codacons e Federconsumatori), secondo la quale anche se i dati delle città campione indicano una crescita dei prezzi a dicembre del 2,8-2,9% l`inflazione reale è attorno al 6,6%.
In particolare, secondo i consumatori, ad incidere di più nelle tasche degli italiani, rispetto a un anno fa, sono in percentuale i servizi bancari. L`aumento percentuale è più basso, ma in soldoni il valore è maggiore invece per le spese per l`abitazione: sono cresciute da dicembre dello scorso anno di 170 euro. Stesso aumento invece su mobili e servizi della casa. Pesano in misura superiore ad altre voci anche l`abbigliamento e le calzature.
L`Intesa dei Consumatori accusa il governo di «inerzia se non di non complicità dei rincari ai quali si accinge a dare il nulla osta per aumentare le tariffe autostradali (+2,4%), ferroviarie (+4,5%) il canone Rai (+4,7%), bollettini di conto corrente postali (+29%) e una serie infinita di altri balzelli, diretti o indiretti, che colpiranno i cittadini».
I commercianti – Panettoni e pandori renderanno le tasche degli italiane più pesanti quest`anno e lasceranno più spazio ai regali: imbandire la tavole di Natale infatti costerà l`11% in meno quest`anno. È quanto emerge da un`indagine di Faid-Confcommercio. Fra i prodotti natalizi, panettoni e pandori sono quelli che, presso la grande distribuzione, hanno registrato i maggiori ribassi, rispettivamente del 34,88 e 16,03%. In calo rispetto al 2001 anche torroni (-14,79%), panforte (-15,48%), spumanti (-11,83%) e lenticchie (-12,70%). Oltre ai tipici prodotti natalizi, gli iper ed i super mercati hanno applicato offerte vantaggiose anche sulla pasta ripiena fresca (-9,72%) e sull`olio extra vergine di oliva (-15,49%), mentre l`insalata fresca mista risulta in rialzo del 3,79%.
Le colpe dell?euro – Il primo dell`euro, sul fronte dell`inflazione e dell`aumento del costo della vita, è stato un anno sicuramente difficile. Da una parte, le istituzioni hanno sempre considerato relativo l?effetto euro sul caro-vita, dall?altro i consumatori hanno sempre indicato la moneta unica come maggiore responsabile dell?inflazione. Già a febbraio, per Adiconsum, Codacons e Unione Consumatori l?euro era il responsabile di un esborso aggiuntivo annuo per famiglia di circa 500 euro. A luglio l?Intesa ha messo in campo lo sciopero della spesa, contro i rincari e l?Istat per la composizione del paniere. Con stime sul carovita, da parte delle organizzazioni dei consumatori, in continua ascesa: i 500 euro di spesa annua in più per ogni famiglia di febbraio, diventano 750.
Ad agosto scatta l`allarme caro-ombrellone: il prezzo medio di un lettino o di un parasole per una giornata passa – secondo il Codacons – dalle 12 mila lire del 2001 a 7 euro, pari a 13.553 lire. Poi è la volta del caro-scuola. Ora, con il Natale è arrivato il «caro bambinello»: il Codacons, in base ad un`indagine compiuta tra Roma, Milano e Napoli, denuncia che il costo dell`indispensabile statuetta di Gesù Bambino per il presepe è arrivato a 7 euro. Ma il Codacons rileva che il presepe 2002 è più caro in tutti i suoi pezzi: si va dai 30 euro in su per capanna – scrivono i consumatori – ai 53 euro per i 5 pezzi della Natività (Bambino, San Giuseppe, Madonna, bue e asinello).
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