E i consumatori attaccano Marzano
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fonte:
- Messaggero Veneto
E i consumatori attaccano Marzano
ROMA. In novembre il tasso di inflazione si è attestato al 2,8% rispetto al 2,7% di ottobre. Lo ha confermato ieri l?Istat in base alle rilevazioni definitive. In termini congiunturali la variazione è stata di +0,3%. Per quanto riguarda l?indice armonizzato si è registrata una variazione del +2,9% in termini tendenziali e del +0,3% rispetto al mese di ottobre.
L?indice generale per l?intera collettività è cresciuto maggiormente in termini tendenziali nel capitolo alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+4,8%). In aumento anche i prodotti alimentari e bevande analcoliche (+3,4%) e i trasporti (+3,3%). L?unica variazione negativa ha riguardato invece il settore delle comunicazioni (-1,2%).
In termini congiunturali il capitolo che ha registrato i prezzi più alti è stato quello dei mobili, articoli e servizi per la casa (+0,5%) seguito da abbigliamento e calzature e servizi sanitari e spese per la salute (entrambi +0,4%). Nulla la variazione di alberghi e ristoranti e di bevande alcoliche e tabacchi. Anche in questo caso l?unico capitolo che ha segnato una variazione negativa è stato quello delle comunicazioni (-0,1%).
Tra le 20 città capoluogo di regione gli aumenti tendenziali più elevati si sono verificati nelle città di Napoli (+3,7%), Venezia (+3,5%) e Cagliari (+3,3%). I più moderati sono stati invece quelli di Ancona e Campobasso (+1,9% per entrambe), Reggio Calabria (+2%), Potenza (+2,1%) e Firenze e L?Aquila (+2,2% per entrambe).
Per il ministro delle attività produttive Antonio Marzano non c?è nessun motivo di allarme. Il dato di novembre «non è temibile» per Marzano, che critica invece tutti coloro che gridano a un tasso di inflazione molto più alto.
Le dichiarazioni del ministro hanno suscitato reazioni sdegnate da parte dell?Intesa dei consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc), che parla di «vergognosa litania». Più che dall?aumento dei prezzi al consumo (+2,8%), sottolinea l?Intesa, Marzano è spaventato dalle associazioni dei consumatori, che in realtà «hanno solo fatto il loro mestiere, denunciando ritocchi e arrotondamenti».
«È una vergogna ? afferma l?Intesa in una nota ? che ministri della Repubblica, sedicenti economisti di stampo liberista, che non hanno posto in campo alcuna misura per sanzionare gli speculatori, possano ripetere tali corbellerie confidando che gli italiani possano dargli credito». Per questo, continuano i consumatori, «i lavoratori, i pensionati e le loro famiglie, che non arrivano alla fine del mese, stremati dagli eurofurbi protetti dal governo, pretendono pubbliche scuse da un ministro che, o non sa quello che afferma, oppure, e sarebbe ancor più grave, fa affermazioni provocatorie e offensive dell?intelligenza dei consumatori».
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