Gas, luce, treni: salgono le tariffe 293 euro l?aggravio per le famiglie
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fonte:
- Il Tempo
UN incremento di 293 euro a famiglia: tanto costeranno i rincari delle tariffe, secondo le associazioni di difesa dei consumatori Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons. Una vera mazzata, che si aggiunge secondo le associazioni che formano l`Intesa Consumatori alla perdita del potere di acquisto registrata nel corso del 2002 e stimata pari a 1.500 euro l`anno. Le stime che Intesa dà delle ricadute in termini di spesa effettiva annua dei rincari previsti sono le seguenti: elettricità +18 euro; gas +24; acqua +10; treni +35; autostrade +36; nettezza urbana +15; rc auto +100; canone Rai +3; banche +52.
«L`incremento è pari all`1% della spesa annua della famiglia media italiana – valutano le associazioni – Se consideriamo che questi sono solo aumenti di alcune tariffe e che non includono gli incrementi di prezzo che dovremo registrare su tutti i beni di consumo, è evidente – prosegue Intesa Consumatori – che in assenza di interventi concreti e radicali sarà impossibile per il governo realizzare l`obiettivo del tasso di inflazione programmato all`1,4%».
Tocca quindi al governo l`onere di «operare con una diversa politica economica che, a partire da una calmierizzazione dei prezzi anche attraverso accordi interprofessionali, realizzi quei processi di modernizzazione dei servizi (Rc auto, luce, gas) che detengono tristi primati in Europa in termini di tariffe». E già dopo l?introduzione dell?euro e i l?analisi delle prime ricadute, i consumatori hanno chiesto al ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, di rivedere il paniere Istat convinti che la composizione di questa sorta di «carrello virtuale» nel quale dovrebbero entrare tutte le spese degli italaini e che viene utilizzato per calcolare l?inflazione, sia ormai inadeguato a registare l?aumento reale del costo della vita. Il problema rilevato dai consumatori da un anno a questa parte, è che gli aumenti reali sono di gran lunga maggiori rispetto agli aumenti indicati dall?Istat che è, appunto, l?Istituto che rileva mensilmente l?inflazione. Ci sarebbe, infatti, un vero scollamento tra gli aumenti percepiti dai consumatori, intorno all?8-9% e quelli stimati dall?Istat intorno al 2,8%.
Il ministro Marzano si è detto convinto che il meccanismo di rilevamento va cambiato e che bisogna tener conto delle diverse fasce di reddito.
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