Banche, fusione per Popolare Bergamo e Comindustria
-
fonte:
- Il Messaggero
ROMA ? La corsa agli acquisti di Natale c?è anche se meno veloce rispetto al passato. In crescita annunciata le tariffe (da quelle della luce e quelle del gas) e persino gli addobbi di Natale (dagli alberi alle stelle). Secondo l?Intesa dei consumatori, la crescita delle tariffe nel 2003 comporterà un incremento medio della spesa annua a famiglia per quasi 300 euro.
In particolare, la bolletta elettrica vedrà un rincaro di 18 euro, quella dell`acqua di 10 euro, quella del gas di 24 euro; anche le autostrade registreranno un aumento di 36 euro, il canone Rai di 3 euro, la tenuta di un conto corrente di 52 euro, il biglietto ferroviario di 35 euro, le assicurazioni auto di 100 euro e la tassa di smaltimento dei rifiuti di 15 euro. In totale 293 euro, pari a oltre l`1% della spesa annua di una famiglia italiana.
L`Intesa dei consumatori paventa l`impossibilità per il governo di realizzare l`obiettivo del tasso di inflazione programmato all`1,4%. Occorre quindi, dice l`Intesa, calmierare i prezzi attraverso una diversa politica economica, accordi interprofessionali e la liberalizzazione di servizi pubblici, quali luce e gas.
Prezzi alle stelle anche per le tradizionali stelle di Natale. A “giocare“ con le parole ma a lanciare una denuncia seria, è l`associazione dei consumatori Codacons, che in una nota sottolinea come quest`anno il costo della tradizionale pianta natalizia sia lievitato enormemente e, in alcuni casi, più che raddoppiato.
«Gli aumenti – secondo il Codacons – arrivano addirittura al 100%: se lo scorso anno per acquistare una stella di Natale di piccole dimensioni bastavano 10-15.000 lire in qualsiasi negozio di periferia, ora il prezzo delle stesse, esclusa Catania che è risultata la città meno cara, varia dai 6 ai 12 euro». In particolare la rilevazione dell`associazione segnala Napoli e Milano come le città dove le piantine risultano più care.
A febbraio, poi, dovrebbe arrivare il ritocco alle tariffe ferroviarie: programmato in un più 3,5-4%, peraltro annunciato dal presidente e amministratore delegato delle Fs, Giancarlo Cimoli. Ma è immediatamente insorto il movimento “Cittadinanzattiva“, chiedendo che un eventuale aumento dei biglietti sia «vincolato alla costruzione di nuove linee». «Il problema – dice il vice segretario generale Giustino Trincia – non è tanto venire incontro alle esigenze delle Ferrovie dello Stato, o di dire un semplice no all`aumento del costo dei biglietti ferroviari. La vera questione per noi è quella invece di vincolare ogni eventuale aumento alla costruzione di nuove linee ferroviarie, al fine di recuperare l`attuale carenza di binari che di fatto divide l`Italia, e che non potrà essere superata neppure con i treni più moderni».
L`associazione chiede quindi «al Governo di garantire il rispetto di questo vincolo, e non la semplice ratifica di un meccanismo burocratico di adeguamenti tariffari».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
