13 Dicembre 2002

«Palazzina Edilmonte abusiva»

«Palazzina Edilmonte abusiva»

Il Consiglio di Stato dà ragione al Comune di Roccaraso

ROCCARASO. Il Consiglio di Stato mette la parola fine alla vicenda della palazzina Edilmonte, respingendo il ricorso del costruttore contro la revoca da parte del Comune della concessione edilizia rilasciata in sanatoria. A questo punto, secondo il sindaco Camillo Valentini, sarebbero due le strade percorribili: acquisire il manufatto a patrimonio della collettività oppure ordinarne la demolizione.
Proviamo a ripercorrere la storia infinita di questa palazzina dalla quale sono nate anche una miriade di inchieste e procedimenti penali, alcuni già definiti ed altri ancora in fase istruttoria o dibattimentale. Tutto iniziò nell`86 quando, su richiesta della Edilmonte, l`allora sindaco Mario Liberatore concesse una licenza edilizia per la costruzione di una palazzina di 6 piani a ridosso di un costone di montagna. Secondo gli amministratori era tutto regolare. Non la pensò allo stesso modo il Codacons, che fece ricorso al Tar chiedendo la revoca della licenza edilizia. La palazzina fu costruita tra una sospensiva e l`altra fino a quando la vicenda approdò in tribunale. Qui sia il costruttore Giuseppe Battinelli che il sindaco Mario Liberatore furono condannati, al termine dei tre gradi di giudizio a un anno e 2 mesi di carcere. Nel frattempo Battinelli propose domanda di sanatoria che il Comune concesse. Anche questo provvedimento fu subito impugnato dal Codacons fino a quando la nuova amministrazione Valentini, insediatosi al posto di Liberatore, a titolo di autotutela annullò la concessione in sanatoria. A fare ricorso, questa volta fu L`Immobiliare D`Aurora, che nel frattempo aveva rilevato la proprietà dell`immobile. Il nuovo proprietario presentò anche una serie di denunce penali agli amministratori e ai dirigenti comunali e ai funzionari del genio civile nelle quali ipotizzava il reato di abuso d`ufficio.

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