«Cda Rai legittimo ma la ferita c`è»
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fonte:
- La Nazione
«Cda Rai legittimo ma la ferita c`è»
ROMA ? La Corte dei Conti ammette che il cda Rai è ancora validamente in carica. Ma è anche costretta a rimarcare che esiste un «grave vulnus», insomma una ferita, un vuoto derivato dalla riduzione del numero degli amministratori in conseguenza di ben tre dimissioni consecutive, fatto unico e mai avvenuto nella storia dell`azienda prima d`ora. Una situazione ? viene riconosciuto ? che crea problemi di funzionalità nella gestione della tv pubblica. Che potrebbero non essere avvertiti nell`immediato ma che, a lungo andare, finirebbero con il favorire la promulgazione di delibere a maggioranza «viziate per altri motivi».
Le tesi
La magistratura contabile, quindi, ha momentaneamente salvato il cda a due di Antonio Baldassarre e Ettore Albertoni convalidandone la «legittimità degli atti» come richiesto nelle tesi degli avvocati di parte, Rubens Esposito per la Rai e Francesca Quadri dell`avvocatura dello Stato in rappresentanza del governo. Solo che ha anche accelerato la soluzione dell`attuale crisi di viale Mazzini: il «grave vulnus» gestionale evidenziato dalla Corte dovrà essere risolto al più presto, anche perché le dimissioni di Staderini («se così va inteso il suo atto», sottolineano maliziosamente i magistrati contabili) possono avere «effetto solo dopo la sua sostituzione», cosa da sempre sostenuta dal giurista Baldassarre che non a caso aveva provveduto a congelare il consigliere vicino all`Udc in attesa del reintegro.
Ma è una situazione che non può reggere in eterno visto che anche la magistratura contabile parla di difficoltà di gestione «sia sotto il profilo aziendalistico (e alla luce della normativa civilistica) e sia, soprattutto, per gli importanti interessi pubblici». Prosegue, quindi, la Corte dei Conti: «Malgrado il grave vulnus, le dimissioni in questione non comportano l`assoluta mancanza di legittimazione del consiglio di amministrazione all`attività di gestione». Ecco, quindi, ancora un passaggio che legittima Baldassarre ed Albertoni, i quali non hanno potuto far a meno di accogliere la sentenza «con grande soddisfazione ? si legge in una nota ufficiale ? dichiarando il proprio ossequio alla Corte per la decisione». «La Rai ? prosegue la nota ? constata la conferma della legittimazione degli atti compiuti e auspica che il `vulnus` della propria funzionalità sia presto sanato».
Già, ma come? Parere della Corte a parte, le posizioni della politica sono rimaste più o meno le stesse rispetto alla crisi di viale Mazzini, con i centristi dell`Udc ancora una volta contrarissimi a Baldassarre, al punto da annunciare la presentazione (questa mattina in vigilanza Rai) di un documento per chiedere l`azzeramento degli attuali vertici. E in contemporanea il caso Rai approderà anche dinanzi alla magistratura amministrativa. Il Tar del Lazio, infatti, si occuperà del ricorso con il quale le associazioni dei consumatori (Adusbef, Codacons e Federconsumatori) hanno chiesto la sospensione delle deliberazioni del cda rimasto in carica. In particolare è stato chiesto il blocco della delibera sul codice di autoregolamentazione per le trasmissioni dedicate ai minori. «La delibera in questione ? spiegano gli avvocati dei consumatori ? avendo carattere di amministrazione non ordinaria proprio a causa dei rilevanti effetti sia sulle trasmissioni che sui diritti ed interessi di milioni di utenti, non poteva essere adottata dal Consiglio di Amministrazione composto da soli 2 membri». Se il Tar dovesse dar torto alla Rai si aprirebbe una nuova voragine nell`operato dell`amministrazione di viale Mazzini (qualcosa di più di un `vulnus`, insomma) che andrebbe ad unirsi alla controversa sentenza di reintegro di Michele Santoro che di fatto ha rappresentato per il cda Rai a due un punto a sfavore.
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