La movida rumorosa è legale
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fonte:
- La Città
Il Codacons: una nuova legge ha escluso i pubblici esercizi
Almeno per il momento la guerra ai decibel di troppo nei locali della movida non potrà iniziare. Il Comune l`aveva dichiarata approvando il 29 luglio scorso un regolamento che imponeva una certificazione fonometrica per tutti i locali che hanno un amplificatore separato dall`impianto audio, Nel caso in cui il perito, in base al calcolo di particolari parametri, avesse riscontrato che le emissioni acustiche superavano i livelli stabiliti avrebbe dovuto applicare all`apparecchio un limitatore di potenza. In effetti il Consiglio Comunale non aveva fatto altro che recepire un decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri e si apprestava a farlo rispettare cominciando i controlli dal prossimo 15 dicembre. Questa precisa volontà fu manifestata in una conferenza stampa, alla presenza delle associazioni di categoria, una settimana fa dagli assessori Cardalesi (Ambiente), Valiante (Sicurezza) e Scarlato (Commercio). Nel frattempo, però, una nuova legge (la numero 179 del 31 luglio scorso), approvata due giorni dopo la delibera del Consiglio comunale, ha soppresso i pubblici esercizi dalle disposizioni in materia di inquinamento acustico. Dunque, il regolamento del Consiglio comunale non può essere applicato. A comunicarlo al sindaco De Biase e al presidente della Commissione ambiente Sandro Longo, sono stati gli avvocati Raffaella D`Angelo e Francesco Cantalupo del Codacons. All`assaciozione si erano rivolti alcuni gestori di locali pubblici che avevano chiesto di verificare se, effettivamente, fossero tenuti ed in che misura all`applicazione del regolamento comunale. D`Angelo e Cantalupo, dopo aver verificato la normativa, «pur non entrando nel merito della suddetta regolamentazione, condivisibile negli intenti, da parte del Codacons da sempre attento alle problematiche ambientali», hanno segnalato a De Biase e a Longo che era intervenuta una nuova legge nel cui testo sono state sopresse le parole “e nei pubblici esercizi“. «Pertanto – sostiene il Codacons nella lettera – i pubblici esercizi devono ritenersi esclusi anche dall`applicazione delle norme collegate al Dpcm 215 del 16 aprile 1999 e conseguentemente dagli obblighi di perizia e di osservanza dei requisiti acustici delle sorgenti sonore derivanti dal regolamento comunale». In definitiva, il Codacons ha invitato il Comune a prenderne atto, a sospendere l`applicazione del regolamento e pubblicizzare la vicenda «al fine di evitare ai gestori inutili esborsi di somme di denaro per consulenze tecniche non dovute e non prescritte dalla normativa in materia». Sandro Longo ha già convocato la commissione consiliare ambiente per venerdì prossimo, così da affrontare l`argomento nel primo Consiglio comunale utile.
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