Sarafree, la polizza ricaricabile
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fonte:
- Libero.it
La soluzione assicurativa ideale per chi non guida tutti i giorni
Buone nuove per chi guida di rado: è nata la polizza “part time“. Si chiama “Sarafree“ e si paga solo se si guida. Ma c`è di più: è ricaricabile come la scheda Sim di un cellulare. Operativa su tutto il territorio nazionale dal mese di settembre, è la soluzione assicurativa ideale per chi utilizza l`auto pochi mesi l`anno. Il risparmio è garantito, almeno è quanto sostengono i suoi ideatori. Intanto le associazioni dei consumatori lanciano le loro accuse.
Ma come funziona la polizza ricaricabile? Fondamentalmente nello stesso modo di una tradizionale: il furto della vostra auto parcheggiata sotto casa sarà comunque rimborsato a patto che sia previsto dal contratto. Tecnicamente, la polizza è composta da un premio base pari alla metà di una polizza Rca normale ma che comporta una franchigia di 5.000 euro. A questo va aggiunto il costo giornaliero che il cliente paga per ogni giornata d`uso del veicolo.
Sì, ma… e l`attivazione? Semplice. Una telefonata fatta entro le 22.00 del giorno precedente a quello in cui si vuole usare il veicolo e la copertura viene attivata dalle 00.00 del giorno successivo. Per disattivarla un`altra chiamata e il gioco è fatto. E se il cliente cerca di fare il furbo utilizzando il veicolo senza aver attivato la polizza? Sarafree ha pensato anche a questo: in caso di incidente l`utente paga i 5000 euro di penalità.
La reazione delle associazioni dei consumatori Codacons, Adusbef e Federconsumatori non si è fatta aspettare. Secondo loro ci sarebbe un conflitto di interessi tra l`Automobile Club e la compagnia assicurativa Sara, di proprietà dello stesso. Inoltre, la macchinosità del sistema di attivazione e disattivazione potrebbe confondere il cliente. Per non parlare della franchigia di 500 euro in caso di sinistro. Le associazioni fanno notare che, con questo sistema, gli utenti si accollano al maggor parte dei sinistri – circa l`80% – di lieve entità. C`è addirittura chi si è spinto più in là nel giudizio: «Più che “Sarafree“ si sarebbe dovuta chiamare “Sarafox“».
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