7 Dicembre 2002

Inflazione: il paniere Istat non è segreto

Inflazione: il paniere Istat non è segreto

Una sentenza del Tar del Lazio accoglie un ricorso delle associazioni dei consumatori, che chiedevano all`Istat l`accesso ai criteri utilizzati per il calcolo del caro-prezzi

ROMA ? Per le associazioni dei consumatori è una vittoria clamorosa: “Finalmente un`importante vittoria per i cittadini italiani, da un anno tartassati dal caro-vita“. Questi i primi commenti di Codacons, Adoc, Adusbef e Federconsumatori alla notizia della sentenza del Tar del Lazio che ha accolto il loro ricorso sull?accesso al paniere Istat. In pratica i giudici amministrativi hanno deciso che i dati dell?Istituto nazionale di Statistica relativi alla composizione degli indici per il calcolo dell?inflazioni non sono segreti. Di conseguenza i relativi documenti possono essere richiesti ed essere esaminati da chi ne ha interesse, come nel caso di un?associazione dei consumatori, che d?ora in poi avranno accesso ai metodi di rilevazione e ai criteri seguiti per l`inserimento dei beni nel paniere.

Si legge infatti nel provvedimento del Tar: ?Anche a voler seguire l`impostazione difensiva dell`Istat non appare in ogni caso verosimile che, in materia, non si possano identificare `documenti amministrativi` dato che sono tali sia gli atti di indirizzo e programmazione, sia gli atti amministrativi dell`Istat di definizione delle modalità organizzative, sia le acquisizioni, sia le acquisizioni statistiche e sia i dati campionari nazionali per i relativi danni“.

I giudici, in pratica, ritengono che gli atti dell?Istat e i metodi di rilevazione del caro-prezzi siano soggetti alla legge 241 del ?90 (quella sulla trasparenza degli atti pubblici): ?l?ambito della normativa non attiene ai soli dati statistici ufficiali, ma si estende necessariamente ai criteri tecnici e alle metodologie elaborate a livello internazionale, senza i quali la lettura e l`interpretazione stessa dei dati statistici potrebbe dare adito a risultati del tutto sterili e fuorvianti. Ed è per questo – viene sottolineato – che devono essere resi disponibili al Codacons?.

“Su altro piano – viene spiegato – si deve poi rilevare come, in materia statistica, non si rinvenga alcuna disposizione per cui tutti i dati in possesso `sono coperti da segreto d`ufficio`. Anzi la norma fondamentale per la tutela del segreto statistico consente comunque l`esternazione dei `dati raccolti nell`ambito di rilevazioni statistiche comprese nel programma statistico nazionale da parte degli uffici di statistica“`. D`altro canto, afferma ancora ilTribunale amministrativo, sotto il profilo delle “esigenze di tutela dell`interesse pubblico ai rappresentanti del Codacons farà carico il dovere di mantenere il segreto sui provvedimenti amministrativi che hanno determinato la scelta del paniere, sui piani di campionamento, sui criteri e sulle metodologie relativamente al 2002“.

La battaglia per aver accesso al paniere e ai criteri di rilevazione dell`inflazione è iniziata qualche mese fa quando le quattro associazioni dell`Intesa hanno chiesto di vedere gli atti con un`istanza pervenuta all`Istat il 14 marzo. Dopo il parziale rifiuto da parte dell`Istituto, il Codacons ha fatto ricorso al
giudice, appellandosi alla 241 del `90 (la legge sulla trasparenza). L`associazione lamentava che l`Istat, pur avendo disponibilità del paniere 2002, avrebbe consegnato solo i dati del `98. Il Codacons ha chiesto dunque l`accesso a tutti i documenti “concernenti gli indici nazionali dei prezzi, i criteri di determinazione dei beni nel paniere Istat, ai provvedimenti contenenti i criteri e le modalità di rilevamento dei dati da parte dei Comuni“, documenti che l`Istituto aveva negato.

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