La stangata arriva con il panettone
-
fonte:
- Il Mattino
Natale con una brutta sorpresa: effetto-euro ed inflazione al 2,8% costeranno alle famiglie qualcosa come 160 euro, circa 320mila delle vecchie lire in più rispetto allo scorso anno. A fare i conti in tasca un po` a tutti ha provveduto l`Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) che ha realizzato un`indagine per verificare come sono cambiati i prezzi. Al di là della spesa tradizionale (panettoni, pandori, torroni, spumante, lenticchie, zampone, giocattoli, addobbi per la casa, presepi) «gli aumenti per il 2002 – è scritto in un documento- sfioreranno il 20%».
Complessivamente ogni famiglia – secondo le previsioni- tirerà fuori 800 euro (compresi regali, addobbi per la casa e generi alimentari) invece di 1.250.000 delle lire spese nel 2001. Se ne andranno in fumo qualcosa come 18 miliardi su un monte tredicesime di 30 miliardi di euro. Cifre da capogiro, che spaventano anche gli stessi consumatori.
«Almeno l`80% delle famiglie italiane – dice l`Intesa dei Consumatori – dichiara l`intenzione di voler limitare le spese». Perché? Semplice: l`aumento costante dei prezzi al consumo e delle tariffe dei servizi ha già eroso in maniera consistente le tasche nei precedenti undici mesi dell`anno. L`Istat – per esempio – ha reso noto che la maggiore spesa per le famiglie nel 2002 è stata di 750 euro, mentre per le associazioni dei consumatori si è attestata a circa 1.500 euro. Guerra di cifre a parte, l`euro ha pesato molto più del previsto anche a Salerno, dove operatori del commercio ed addetti ai lavori confermano di temere quella che definiscono la grande frenata di Natale. Non più, quindi, la solita stangata delle feste, ma addirittura una consistente riduzione delle spese, naturalmente nella fascia medio-bassa della popolazione.
«È chiaro – dice Vincenzo Iacuzzi, titolare del negozio di gastronomia “La Casa Bianca“ in corso Garibaldi – che gli aumenti ci sono stati. Si è registrato un trend in ascesa che ha investito un po` tutti i prodotti, con ripercussioni sulla vendita al dettaglio almeno del 3-4%. È stato così fin dall`inizio dell`anno ed è chiaro che questa situazione si verifica anche in prossimità delle feste natalizie». Sulla stessa lunghezza d`onda altri esercenti del comparto alimentare.
«Di solito a Natale – dicono alla Casa del Parmigiano al Corso Vittorio Emanuele – si manifestava un piccolo rialzo dei prezzi, ma quest`anno si è partiti con i rincari molto prima: non semplici fisiologici ritocchi, ma aumenti nell`ordine di 50, 60 centesimi, che poi alla fine incidono in maniera pesante». Risultato? Spendere cercando prodotti di qualità a Salerno non può costare mediamente meno di 100 euro: un discorso che evidentemente non è per tutte le tasche.
«Il consumatore – spiegano al negozio di coloniali Testa in via Mercanti – è disorientato dall`euro. Prima di spendere ci pensa un po`. I rincari ci sono stati per i vini, per gli spumanti ma in percentuale non elevata. Al contrario panettoni, pandori e cioccolata per quanto ci risulta costano come lo scorso anno». «I vini hanno subito un lieve rialzo – aggiungono dalla Torrefazione San Pietro in Corso Garibaldi – ma non ci sembra che si possa parlare di prezzi alle stelle rispetto all`anno scorso. La spesa media pro capite nel nostro settore continua ad aggirarsi intorno ai 15-20 euro».
Prova generale per verificare analisi e previsioni: la festa dell`Immacolata, primo vero test per rendersi conto davvero se il caro-euro paralizzerà anche lo shopping natalizio.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: adoc, Adusbef, euro, Federconsumatori, giocattoli, Inflazione, intesa, lenticchie, Natale, pandori, panettoni, Prezzi, spumante, torroni, tredicesime, zampone
