4 Dicembre 2002

Titoli argentini, sul lastrico 5 mila risparmiatori

Comitato di difesa dei risparmiatori ha denunciato alla Consob le banche che hanno rifilato obbligazioni senza informare dei pericoli

Titoli argentini, sul lastrico 5 mila risparmiatori

Prima assemblea con i danneggiati, pensioni e liquidazioni valgono carta straccia

Bruciati, andati in fumo i risparmi di oltre 5.000 famiglie modenesi. Che ora, con la crisi argentina, non hanno nessuna garanzia di riavere i fondi versati per comprare titoli di Stato sudamericani garantiti dalle banche italiane come “sicuramente rimborsabili“. «In realtà l`operazione degli istituti di credito verso i loro clienti da cui avevano ricevuto fiducia e risparmi è stata giocata sul filo del codice penale».
Il giudizio di Francesco Avallone, vicepresidente di Federconsumatori, è secco.
«Tutte le associazioni dei consumatori – ha sottolineato ieri nel corso di una conferenza stampa – a partire dall`Adusbef e sino ad Aduc, Codacons e Federconsumatori, hanno presentato un esposto alla Consob in cui viene denunciato il mancato rispetto delle norme a tutela degli investitori. In sintesi chiediamo la restituzione, da parte delle banche coinvolte nell`operazione, di ciò che i loro clienti hanno comprato. Non escludiamo in un secondo momento denuncie individuali e collettive davanti ai magistrati, ma per ora aspettiamo la Consob e intanto raccogliamo prove sulle violazioni delle banche».
Un risarcimento insomma, com`è stato ripetuto anche l`altra sera a Modena nel corso di un`assemblea in cui erano presenti una cinquantina di risparmiatori raggirati dai promotori finanziari delle banche: «Sono titoli solidi – assicuravano – garantiti dallo Stato come i Bot italiani. E gli stati non falliscono».
Balle, bugie. Almeno a partire dal 1999 quando i titoli argentini sono stati offerti ai risparmiatori già spogliati dalla gelata di Borsa. Così quei titoli così appetibili all`8% di rendimento diventavano l`ultima spiaggia per cifre da 10 mila a 150 mila euro: pensioni, liquidazioni, piccoli risparmi. Pagamenti? Un sogno, oggi. In Argentina i bambini muoiono di fame e di la popolazione denutrita si butta all`assalto dei supermercati.
Ma come si è arrivati a questa situazione? Perchè i risparmiatori hanno pagato fior di quattrini per trovarsi con carta straccia in mano?
«A partire dai primi anni `90 – ha spiegato Avallone – le banche italiane hanno incestito massicciamente in Argentina, lucrando interessi sostanziosi e le valutazioni delle agenzie internazionali di rating erano eccellenti. Poi la situazione è precipitata, gli esperti hanno portato i titoli argentini a fondo classifica.
Nel 1999 la Consob manda a tutti gli istituti di credito una circolare interna in cui vieta di proporre titoli argentini ai clienti. Si badi bene, possono ancora venderli, ma dietro esplicita richiesta dell`acquirente e solo dopo che la banca ha sconsigliato per iscritto l`acquisto, spiegando che è ritenuto inaffidabile. Invece proprio a partire da quella data le banche italiane rivendono i titoli in portafoglio ai clienti. Massicciamente, senza informazioni ma con tante promesse tranquillizzanti fatte a voce. Così la zavorra dei titoli spazzatura finisce nelle tasche di risparmiatori che oggi non hanno più nulla».

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