4 Dicembre 2002

«Non svendete i bond a prezzi stracciati»

«Non svendete i bond a prezzi stracciati»

«C`è chi compra al 30%, ma i debiti saranno rinegoziati»

Che fare dunque per ridurre al minimo i danni? «Per prima cosa non vanno svenduti i titoli – spiega Mauro Zanini, segretario della Federconsumatori modenese e coordinatore del Cita nella nostra provincia – Nell`assemblea dell`altra sera abbiamo spiegato molto chiaramente che non esistono soluzioni a breve termine. Ci vorranno alcuni anni per risistemare il bilancio interno dell`Argentina e saldare i debiti esteri. Prima o poi si dovrà arrivare a rinegoziarli. L`interesse dei nostri risparmiatori è di recuperare, in tempi più o meno lunghi, il capitale. Gli interessi? Meglio lasciar perdere.
Ecco perchè invitiamo i compratori di bond argentini a non vendere a banche che ricomprano titoli al 30% del prezzo originario».
Pirateria finanziaria insomma, col paravento di affari legali. Ma cosa è stato illegale sino a oggi? «La legge del 1998 sulla Consob – spiegano i promotori del Cita modenese – spiega chiaramente gli obblighi dei venditori di titoli esteri. Se sono inaffidabili, penalizzati dalle agenzie internazionali, non vanno offerti ma sconsigliati. E solo dopo aver messo nero su bianco il dissenso esplicito della banca: il cliente deve firmare quella messa in guardia. Ben pochi l`hanno fatto a Modena; le eccezioni positive finora trovate sono la Popolare dell`Emilia e della Banca Agricola Mantovana. Le indagini continuano, ma la gran parte dei 5 mila risparmiatori modenesi non ha ricevuto nessuna comunicazione dalle banche».
In Italia, secondo stime del Codacons, sono quasi 400 mila i risparmiatori che hanno bruciato i loro investimenti, per un totale di 14 miliardi di euro. E le banche? Se la Consob va sino in fondo rischiano di essere sanzionate fino a 50 milioni di vecchie lire per ogni cliente che documenta di non essere stato informato. Nessuna firma insomma, e la banca va sotto inchiesta.

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