Lotto tre volte alla settimana, contrari i tabaccai
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fonte:
- Corriere della Sera
Lotto tre volte alla settimana, contrari i tabaccai
Oggi parte l?esperimento: durerà fino alla fine di dicembre. I gestori: i giocatori si stancheranno
ROMA – E? solo un esperimento. Ma c?è già chi parla di forzatura. Da oggi, e per tutto il mese di dicembre, le estrazioni del Lotto e del Superenalotto saranno tre alla settimana: martedì, giovedì e sabato. Con il nuovo anno si tornerà ai due concorsi ogni 7 giorni. Ma in futuro la regola del tre potrebbe diventare definitiva. Molto dipende da quanto ci guadagnerà lo Stato. I tabaccai sono contrari: «Gli appassionati sono costretti a giocare di più. E alla lunga si potrebbero stancare». No anche dai consumatori: è una «stangata nascosta per i redditi più bassi», uno «scippo della tredicesima». Per questo propongono di boicottare il concorso del martedì. Proprio oggi il Superenalotto compie 5 anni. E festeggia con un 6 da 34,6 milioni di euro.
TRE ESTRAZIONI – L?esperimento delle tre estrazioni era nell?aria da questa estate. Ma è stato formalizzato solo una decina di giorni fa, con un decreto dei monopoli di Stato. Durerà solo un mese. Poi si faranno i conti. Le stime parlano di una crescita tra il 20 e il 30%. Crescita delle giocate, ma anche degli incassi per lo Stato, che intasca il 30% delle somme puntate per il Lotto, e più del 50% di quelle del Superenalotto. Solo nel 2001 oltre 3 miliardi di euro. Ma non tutti sono d?accordo. Anzi.
TABACCAI – Contrari i tabaccai. E il loro parere è di quelli che contano. Perché gestiscono la maggior parte delle 35 mila ricevitorie. Nessuno come loro conosce chi scommette. Dice Sergio Baronci, segretario della Fit, la loro federazione: «Sono tanti i giocatori abituali, quelli che non saltano nemmeno un concorso. Così saranno costretti a giocare più spesso e a spendere di più. Lo Stato potrà anche guadagnare qualche euro in più. Ma darà l?impressione di pensare solo a prendere i soldi. E invece la clientela va rispettata». Qual è il rischio? «Alla lunga l?effetto potrebbe essere controproducente. Insomma, si rischia di uccidere la gallina dalle uova d?oro». Per questo la Fit propone che l?esperimento resti solo un esperimento. E non vada mai a regime.
CONSUMATORI – Anche le associazioni di consumatori hanno qualche dubbio. Il giudizio più netto arriva dall?Adiconsum: «In realtà questa è una tassazione ingannevole dei redditi più bassi: perché sono proprio le persone meno ricche a giocare di più». Per dare un segnale l?associazioni invita a «non partecipare al nuovo concorso del martedì». A partire da oggi. D?accordo Carlo Rienzi, presidente del Codacons: «E? chiaro che lo Stato vuole fare cassa. Ma non può approfittare della povera gente, specie per il Superenalotto, dove le possibilità di vincita sono bassissime. L?unica attenuante è che siamo a Natale: si regala un sorriso alle persone anziane che in questo periodo si sentono ancora più sole del solito». Il periodo di Natale è anche quello della tredicesima, però. E infatti Rienzi ci va giù duro: «Non c?è dubbio che abbiano pensato anche a questo. Meglio far cassa quando i soldi in giro sono di più».
Favorevole ai tre concorsi, invece, Vincenzo Donvito, presidente dell?Aduc: «Non è un problema. Gli italiani sono abbastanza maturi per decidere dove e come spendere i propri soldi. Basta con lo Stato che stabilisce cosa è giusto e cosa è sbagliato».
TETTO – Ricordate l?ipotesi del tetto massimo di 25 milioni di euro per le vincite del Superenalotto? La proposta è ancora ferma in Parlamento. Ma il deputato che l?ha firmata, Mimmo Lucà dei Ds, ne approfitta per tornare alla carica: «Le scommesse non possono diventare una voce fondamentale nelle entrate dello Stato. E poi la questione è un?altra: si spingono gli italiani a spendere denaro in attività improduttive. Mentre il vero problema dell?Italia è la contrazione dei consumi, dei consumi reali non di quelli fittizi. Avete presente la crisi della Fiat?».
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