Natale, 165 euro in più per la spesa
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fonte:
- Il Mattino
La febbre dei prezzi sale ancora. L?Istat annuncia un?inflazione a novembre a quota 2,8%. È la stima più alta delle due (2,7%-2,8%) che figuravano nei giorni scorsi nelle proiezioni delle città campione. Il livello più elevato da 15 mesi a questa parte. E fa scattare non solo l?allarme dei sindacati e dei consumatori. Gli stessi imprenditori insorgono. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, già prevedono un Natale più salato. Tra regali e acquisti, su ogni famiglia dovrebbe gravare il peso di 165 euro in più. Mentre Antonio D?Amato, presidente della Confindustria, denuncia i ritardi nel varo delle riforme. Il governo, dunque, sotto il tiro incrociato delle accuse delle parti sociali, ma anche degli organismi internazionali. È colpa dell?Italia e della Germania – si legge in uno studio dell?Ocse di Parigi – se il livello dei prezzi di Eurolandia non riesce a scendere sotto la soglia del 2%. I motivi dell?impennata del carovita secondo l?Ocse risiederebbero, tra l?altro, nella forte resistenza dei lavoratori alla diminuzione dei salari.
Le statistiche. Il dato dell?Istat è ancora provvisorio. Era comunque dal mese di agosto del 2001 – quando appunto il tasso si attestò al 2,8% – che non si toccava una quota così alta. Ma c?è di più. Queste cifre si riferiscono ai criteri di rilevazione seguiti dall?istituto centrale di statistica. L?indice armonizzato, cioè quello calcolato secondo i criteri europei, è ancora più alto. Segnala un 2,9%. Considerato che questo indice è l?unico che conta a livello europeo si può dire che in Italia l?inflazione sta per sfiorare il 3%.
Le reazioni. Il leader di Viale dell?Astronomia non ha dubbi. Se salgono i prezzi e l?Italia è meno competitiva «la risposta è una sola, quella delle riforme strutturali che occorre finalmente mettere in moto senza indugi». D?Amato ha denunciato ieri inoltre il grandissimo ritardo infrastrutturale. «Abbiamo bisogno di colmarlo – ha spiegato – realizzando le infrastrutture a casa ma in una prospettiva di allargamento ad Est dell?Europa». Tra i sindacati, le critiche più forti provengono dalla Cgil. «L`inflazione tocca punte mai realizzate negli ultimi 15 mesi, in agghiacciante coincidenza con la formazione del Governo di centro destra – denuncia il segretario confederale Marigia Maulucci – inoltre i consumi sono bloccati, la crescita pure e l`occupazione è al palo, per la prima volta dopo due anni. Per non parlare delle crisi industriale, dei grandi gruppi e non solo. L`unico dato in crescita è il deficit sul Pil, e non è positivo». Ma la stessa Cisl, attraverso il segretario confederale Raffaele Bonanni, coglie l?occasione per ritornare all?attacco sulla politica dei redditi. «Ora più che mai bisogna aprire una fase di riforma del sistema contrattuale, per redistribuire redditività e produttività – chiede Bonanni – la politica dei redditi va ripristinata senza perdere più tempo, perché potrebbero arrivare momenti ancor più negativi». E spara a zero contro il governo il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani. «Tutti i dati economici italiani stanno dimostrando la fallacità delle previsioni del Govern», denuncia. Secondo Pirani la situazione è «drammatica» e l?esecutivo dovrà quindi dimostrare di avere la capacità di tutelare il potere d`acquisto delle retribuzioni e delle pensioni, visto che in molti casi la situazione sta diventando drammatica per lavoratori e pensionati».
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