28 Novembre 2002

“Per gli acquisti i soldi sono finiti“

“Per gli acquisti i soldi sono finiti“

Claudio Melchiorre, dell`Adoc, intervistato dal Nuovo, spiega perché a settembre si sono ridotte le vendite al dettaglio. E chiede un consumo serio e informato. Senza risparmiare una critica al governo

MILANO ? ?Mi piacerebbe sapere che i consumatori hanno ridotto gli acquisti in segno di protesta. Ma questo è un calo fisiologico: purtroppo sono finiti i soldi?. Claudio Melchiorre, della direzione nazionale dell?Adoc (associazione nazionale per la difesa e l`orientamento dei consumatori e degli utenti), indica una causa ben precisa per la diminuzione delle vendite registrata dall?Istat a settembre: gli aumenti che da gennaio hanno colpito i consumatori, ma non solo sui prezzi, anche per ?tasse locali e tariffe?.

Le vendite sono aumentate nella grande distribuzione, supermercati e ipermercati, e diminuite nei piccoli esercizi: che giudizio ne dà l?Adoc?

In linea generale guardiamo con preoccupazione alla crescita della grande distribuzione. I problemi diventano enormi laddove la concorrenza si riduce e adesso in Italia pochi grandi gruppi sono proprietari di grandi catene.

Gli italiani, però, accusano più di frequente i piccoli negozianti di aumentare troppo i prezzi. Al supermercato si risparmia?

I prezzi sono aumentati dappertutto, ma la grande distribuzione è riuscita a mascherarsi meglio. Ha cominciato a ritoccare i listini da prima dell?introduzione dell?euro, mentre i piccoli commercianti hanno aspettato gennaio. E poi in un negozio ci sono al massimo 800 articoli, mentre un ipermercato ne ha almeno 15mila: gli sconti sono limitati a pochi prodotti, sul resto possono fare ciò che vogliono.

Insomma qual è la causa di questa riduzione degli acquisti?

Sono mesi che, con le altre associazioni dei consumatori, facciamo una campagna per ridurre la spesa e mi piacerebbe sapere che i consumatori ci hanno dato retta e hanno voluto punire chi ha alzato troppo i prezzi.

E invece…

Invece, è un calo fisiologico: non abbiamo a che fare con una struttura trasparente e poi i soldi sono finiti. Secondo i nostri calcoli dall?inizio dell?anno la capacità di spesa dell?italiano medio si è ridotta di mille euro. Come si fa a pensare che possa migliorare il commercio?

Con i commercianti, voi avete fatto un accordo come Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori)

Sì con la Confesercenti. E quella è l?unica strada per arrivare a un controllo dei prezzi e ridare fiducia ai cittadini. Soprattutto se non c?è qualcuno che lavora per mettere tutti d?accordo e trovare le soluzioni.

Sta chiamando in causa il governo?

Non è credibile un governo che lascia che i prezzi corrano. I governi devono fare politica economica e la politica dei consumi ne è parte integrante. E non mi si dica che non si può intervenire perché c?è la concorrenza. Se ci fosse sul serio i prezzi non salirebbero in un periodo di crisi economica.

E allora qual è il motivo dei rincari?

Scontiamo aumenti che derivano da monopoli persistenti e dannosi. Il problema non è solo dei prezzi al consumo: ci sono le tariffe, le tasse locali e poi il costo e la qualità dei servizi. Si preparano ulteriori stangate sulle nostre tasche, a partire dalle tasse sui rifiuti. Non occupiamoci solo del commercio?

Un consiglio per i consumatori

Stare attaccati alla realtà e non comprare fesserie. Evitare gli sprechi. Non siamo per il blocco dei consumi, ma per un consumo serio e informato. Adesso abbiamo a che fare con un?offensiva pubblicitaria che punta all?Umts. Ma se gli italiani la seguiranno non compreranno nient?altro.

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