Rincari, l?Osservatorio indica i prezzi «giusti»
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fonte:
- Corriere della Sera
Anche su Internet il «paniere» di prodotti rilevato dal Comune. I consumatori: bene, ma non basta
L?Osservatorio sui prezzi nato lo scorso settembre mette le mani nella borsa della spesa dei milanesi. Obiettivo: indicare se i prezzi sono ragionevoli oppure no. Sono trenta i generi scelti dal «parlamentino» in cui sono rappresentati consumatori ed esercenti milanesi. Per ciascuno vengono segnalati i prezzi medi, ma anche i valori minimi e i valori massimi riscontrati in città. Una sorta di bussola nelle mani del consumatore. E così si scopre che i blue jeans vanno dai 19,90 ai 90 euro. E che l?aperitivo a buon mercato costa 1,60 euro, ma si può arrivare anche a 3,40. I prezzi della «Borsa della spesa» sono il risultato di uno studio del servizio statistiche economiche del Comune di Milano. Anche la Camera di commercio ha dato un suo contributo sul fronte dei dati, elaborando un listino all?ingrosso da mettere a confronto con i prezzi al dettaglio.
«L?obiettivo è riproporre ogni mese le rilevazioni aggiornate dei prezzi, in modo da offrire uno strumento in più ai milanesi che vogliono spendere in modo oculato», spiega Roberto Predolin (An), assessore al Commercio del Comune. Da oggi tutti i dati sono disponibili sul sito www.piuprezzi.it. Ma l?intenzione di Palazzo Marino è anche quella di fare una campagna di affissioni in metropolitana. Spiega Predolin: «Manca solo la risposta dell?Atm».
Durante l?incontro dell?Osservatorio dei prezzi che si è tenuto lunedì scorso, si sono delineate due posizioni. Da una parte chi vuole andare oltre la «Borsa della spesa» appena elaborata, con iniziative di autoregolamentazione. E? il caso della Confesercenti. Dice il direttore, Gian Bruno Barbieri: «Vorremmo coagulare il consenso sia dell?Intesa, sia della Coalizione dei consumatori su un?iniziativa basata sull?idea di autoregolamentazione. Naturalmente speriamo che anche l?Unione del commercio sia della partita».
Un auspicio che per il momento non ha un riscontro positivo. «L?idea non ci convince – risponde Renato Borghi, vicepresidente dell?Unione -. Prima di tutto perché dove iniziative del genere sono già state attuate (penso a Roma e al progetto Prezzo Amico) i risultati non sono sono stati soddisfacenti. A Milano, al contrario, anche grazie all?Osservatorio, i prezzi sono saliti meno rispetto a molte altre città italiane».
Maggiore interesse dimostrano le associazioni dei consumatori. Quelle aderenti all?Intesa, come il Codacons. Spiega il presidente lombardo, Marco Donzelli: «Fino ad ora siamo rimasti fuori dall?Osservatorio. Ma se si desse vita a qualche iniziativa più concreta, potremmo ripensarci». Sia da parte della Coalizione: «I dati dell?Osservatorio sono un buon punto di partenza. Ma sarebbe auspicabile andare oltre. Non disperiamo. Del resto quello dell?autoregolamentazione è proprio uno dei principi di riferimento della Camera di Commercio. E poi sarebbe così semplice: basterebbe dare un bollino distintivo agli esercenti che mantengono i prezzi all?interno della banda di oscillazione segnalata dall?Osservatorio».
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