26 Novembre 2002

Ora lo dice pure l?Antitrust “Pubblicità ingannevole“

RIMINI – C`è voluto prima l`intervento della magistratura e poi quello di Striscia la notizia, ma adesso arriva anche, buon ultimo, l`Antitrust a definire, nella delibera contenuta nel bollettino del 25 novembre, “ingannevole“ il messaggio pubblicitario della Tucker diffuso su riviste, sito internet aziendale e televisione pubblica, e “ne vieta l`ulteriore diffusione“L`Autorità garante della concorrenza e del mercato ha potuto pronunciarsi – dopo una prima decisione definita “pilatesca“ dai giudici del Riesame che confermarono l`ordinanza “riminese“ contro i vertici Tucker tuttora in carcere – sulla base delle informazioni fornite dalla stessa Tucker, della perizia fornita dalla società concorrente, di quella di un esperto di termotecnica nominato dall`Autorità, della relazione di un esperto scelto da Tucker e infine del parere dell`Autorità per le Comunicazioni.Le denunce (Federconsumatori Parma, Adusbef, Codacons, Ecoflam spa) esprimevano perplessità riguardo alla pubblicità Tucker, il “sogno“ cioè di far risparmiare sulla bolletta del gas, di offrire grandi opportunità di guadagno, oltre che sull`esistenza del brevetto. Al termine della lunga istruttoria l`Autortità ha accertato che le ?prove? sulla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni inquinanti non comprovano la veridicità del messaggio. I risultati – dice l`Antitrust, facendo proprie le conclusioni del consulente tecnico ingegner Mario Chiadò Rana, designato dall?Enea (Ente per le nuove tecnologie, l?emergia e l?ambiente) – “sono stati considerati tutti come non condivisibili sia sul piano tecnico-scientifico che metodologico“. Secondo l`Antitrust, dunque, “la prova prodotta dall`operatore pubblicitario risulta insufficiente a dimostrare i risparmi ottenibili sulla bolletta del gas, le modalità di funzionamento del dispositivo e i risultati conseguibili in termini ecologici, l`esistenza di una copertura brevettuale (esistono due domande dell?agosto 2000 pendenti alla Camera di commercio di Firenze e a Washimgton ndr), nonchè le opportunità di guadagno prospettate“ e pertanto il messaggio pubblicitario è ingannevole e non può più essere diffuso.Le ?carte? giocate dalla Tucker sono risultate deboli. Le prove tecniche esibite riguardavano la verifica dell?ente certificatore Tuv, risultata parziale e incompleta (non si tratta infatti della certificazione che l?azienda non ha mai avuto); le prove effettuate a Belluno da tecnici Tucker, di parte ed eseguite seguendo metodi di comparazione giudicati ?errati? dall?Antitrust; la relazione di prova del dispositivo montato su due automotrici delle Ferrovie dello Stato redatta dalla Tucker e non da un tecnico; e infine le risultanze raggiunte nella facoltà di ingegneria dell?Università di Ankara Tirchia) dalle quali risulterebbe un risparmio del 41 per cento. Anche quelle però mancherebbero però di dati essenziali. Come manca del tutto, tra quella presentata dall?azienza, qualsiasi documentazione contrattuale, fiscale e contabile capace di attestare gli asseriti risparmi sulle bollette per i 14mila – secondo i dati Tucker – clienti finali dell?azienda.

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