23 Novembre 2002

Rai,Staderini a Pera e Casini: se mi dimetto cade cda?

Rai,Staderini a Pera e Casini: se mi dimetto cade cda?

ROMA (Reuters) – Torna a riaffacciarsi lo spettro dello scioglimento per il consiglio di amministrazione della Rai, a soli nove mesi dal suo insediamento. Quarantott`ore dopo le dimissioni dei consiglieri di minoranza Carmine Donzelli e Luigi Zanda dal vertice dell`azienda pubblica radio-tv, Marco Staderini, componente vicino all`Udc, ha scritto oggi ai presidenti di Camera e Senato per sapere se le sue “eventuali dimissioni“ possano fa decadere l`intero cda.

Nella lettera, come riferito a Reuters dalla sua portavoce, Staderini spiega di “stare riflettendo in ordine alle decisioni di mia pertinenza“, cioè l`eventualità di dare le dimissioni, come già minacciato da giorni, “poiché ritengo essenziale un clima di rispetto, di collaborazione e di autonomia che purtroppo si è progressivamente disperso“.

Da due giorni Staderini non partecipa alle sedute del cda che ieri, con la sola presenza del presidente Antonio Baldassarre e il consigliere Ettore Adalberto Albertoni, ha approvato una raffica di nomine, tra cui quella dei vertici della Sipra, la concessionaria della pubblicità per le reti pubbliche.

Di qui dunque l`interrogativo posto a Marcello Pera e Pierferdinando Casini – che nel febbraio scorso hanno eletto i membri del cda – per avere un “autorevole e definitivo chiarimento sul piano-giuridico ordinamentale, onde conoscere con certezza se le mie eventuali dimissioni dal Consiglio di amministrazione… una volta accettate, determinino o meno la decadenza dell`intero Consiglio, facendo venire meno la maggioranza degli amministratori“.

La risposta della seconda e terza carica dello Stato, dice Staderini nella lettera, gli consentirà “di assumere una decisione chiara e responsabile“.

INTESA COSUMATORI PRESENTA ESPOSTO A MAGISTRATI CONTRO NOMINE CDA

Intanto, sempre oggi, le associazioni dei consumatori riunite nell`Intesa hanno presentato un esposto alla magistratura contestando la legittimità delle nomine decise ieri dal Consiglio di amministrazione della Rai.

In un comunicato stampa, Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc annunciano di aver inviato una segnalazione alla Procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti del Lazio, affermando che “le deliberazioni del consiglio di amministrazione richiedono la presenza della maggioranza degli amministratori in carica, compresi i dimissionari fino alla nomina dei loro sostituti“, come prevede l`articolo 2388 del Codice civile.

L`atto del cda ha provocato non solo un coro di critiche da parte dell`opposizione, ma anche un richiamo da parte del presidente del Senato Pera.

Le associazioni riunite nell`Intesa dicono, per parte loro, di “non voler entrare nel dibattito politico tra i poli sul problema della Rai, ma solo tutelare i diritti dei telespettatori che pagano il canone“, e annunciano di aver scritto ai presidenti di Camera e Senato “invitandoli a dichiarare nulle le nomine fatte dal cda Rai ieri“.

Ieri sera, Pera e Casini si erano incontrati per discutere della vicenda della azienda pubblica radio-tv, esprimendo al termine, in una nota congiunta, “preoccupazione istituzionale per la situazione Rai“, ma senza prendere decisioni precisa sui nuovi membri del cda, in sostituzione di Donzelli e Zanda.

Pera e Casini, in attesa di un nuovo incontro, avevano anche annunciato “un approfondimento di carattere giuridico“ sulla questione.

Lo statuto dell`azienda prevede che il consiglio possa riunirsi se è presente la maggioranza dei consiglieri in carica. Ma sulla testa del consiglio di amministrazione e del suo presidente Baldassarre pende, appunto, l`ulteriore minaccia di dimissioni del consigliere Staderini.

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