Staderini: se lascio cade il cda?
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fonte:
- Messaggero Veneto
Staderini: se lascio cade il cda?
Il consigliere scrive a Pera e Casini. Berlusconi: ignoro la Rai
Berlusconi sta parlando delle defenestrazioni e quando un cronista gli fa notare che anche in Italia i consiglieri volano dalla finestra, il premier ribatte ridendo: «Peccato, però, che non volano dalla finestra…».
Ma davvero la notizia della telefonata, contenuta in una intervista che il direttore generale della Rai ha rilasciato a ?Repubblica?, è falsa? Renzo Lusetti (Margherita) chiede spiegazioni e parla di un preoccupante «allargamento del conflitto di interessi» e aggiunge che se il colloquio fosse confermato rappresenterebbe una gravissima testimonianza della «indebita e diretta» ingerenza del governo sulla vita dell?azienda. Passano pochi minuti ed ecco che arriva anche la smentita di Saccà. Il direttore generale prende carta e penna e invia una lettera al direttore di ?Repubblica?: «Non ho mai detto di aver parlato per telefono con il presidente del consiglio».
Il terzo giorno della crisi Rai è quello delle smentite e, puntuale, arriva anche quella di Antonio Baldassarre. Con una nota, il presidente della Rai dice di non aver mai pronunciato la frase «Ieri sera ho parlato con chi di dovere: andiamo avanti», e definisce «pura invenzione» qualsiasi frase a lui attribuita. Nell?attesa di un definitivo chiarimento, il consigliere Rai di area Udc, Marco Staderini, scrive ai presidenti di Camera e Senato per sapere sul piano «giuridico-ordinamentale» se le sue eventuali dimissioni portino o no alla decadenza dell?intero Cda. Una mossa che prelude alla sua definitiva uscita di scena? Staderini fa capire di non essere più disposto a tollerare questa situazione e resta in attesa di una risposta di Pera e Casini che gli consenta di assumere una decisione «chiara e responsabile». A non avere dubbi sulla validità dell?attuale Cda è il consigliere Ettore Albertoni (Lega): «Andiamo avanti anche da soli. Siamo una maggioranza che può deliberare». Esattamente il contrario di quel che sostengono le associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef Codacons e Federconsumatori, ma anche D?Alema e Rutelli. Il presidente della Quercia si augura che pure il «residuo moncherino del Cda Rai si dimetta», mentre il leader della Margherita si chiede cosa sarebbe successo se gli uomini del centro-sinistra si fossero comportati come quelli del centro-destra.
Nella bufera politica si inseriscono anche Filippo Gentiloni (Margherita) e Antonello Falomi (Ds). Con una interrogazione al ministro del Tesoro, Tremonti, i due capigruppo in commissione di vigilanza sulla Rai definiscono «illegittima» la riunione del Cda che ha varato le nomine per la Sipra e per Rai-Cinema. La telegrafica risposta della Rai arriva dopo pochi minuti: «Il Cda ha applicato correttamente le leggi vigenti e lo statuto della società». La questione finirà lunedì sul tavolo di Casini e Pera.
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