23 Novembre 2002

«Libro bianco» dell`Uds sull`edilizia

SCUOLA 2 / «Libro bianco» dell`Uds sull`edilizia

In classe «armati»
di macchina fotografica

La fotografia dello stato di salute delle scuole viaggia su internet. Succursale del liceo classico «Socrate»: «Si trova in un ex condominio, ha una sola uscita spesso chiusa a chiave, cadono i calcinacci». Liceo scientifico «Scacchi»: «Dopo il terremoto sono caduti calcinacci. In un`aula si è staccato un appendiabiti che ha squartato mezzo muro». Liceo classico «Flacco»: «Crolla a pezzi. Fra le tante cose che non funzionano ci sono i termosifoni: come ogni inverno nel nostro istituto si radunano i pinguini (il liceo è vicino al mare), per non parlare della palestra coperta. I muri del sotterraneo non si possono toccare per l`elevata umidità. Abbiamo saputo di recente che una tubatura del gas è rotta. Il problema più grave è rappresentato dalle barriere architettoniche e uno dei nostri compagni è un portatore di handicap. Inutile parlare dei continui solleciti che la preside ha rivolto alla Provincia. Sono cinque anni che frequento il “Flacco“ e che le pareti cadono a pezzi».
Fin qui le denunce degli studenti di alcuni istituti superiori di Bari. Medesimi problemi e ordinari «scandali» in numerose scuole della regione. Tutto messo nero su bianco sul canale della comunicazione globale. Il sito è www.studenti.it/superiori/librobianco/puglia.
E` partito il lavoro di «scrittura» del «libro bianco», un progetto ideato e portato avanti su scala nazionale dall`Uds, Unione degli studenti. Il coordinatore regionale, Luca Scarpiello, spiega: «Il problema dell`edilizia non è nato con il terremoto. Troppe scuole sono ex ospedali, ex condomini, ex alberghi. Da anni chiediamo, e oggi torniamo a farlo, un piano straordinario per l`edilizia scolastica. Nessun edificio è adeguato alle norme di sicurezza, troppi quelli senza le scale antincendio. Per non parlare delle biblioteche, dei laboratori, delle palestre inadeguati o mal funzionanti». Ecco dunque il tam-tam fra gli studenti, la e-mail per raccogliere le segnalazioni, il questionario che a breve sarà distribuito nelle scuole. I quesiti riguardano le dimensioni delle aule rapportate al numero degli occupanti, la iniziale destinazione d`uso della struttura, i doppi turni, le differenze fra centrali e succursali, i lavori di ristrutturazione, le suppellettili, i servizi igienici, la presenza di barriere architettoniche, la manutenzione, il numero di aule speciali, l`esistenza di piani di emergenza o di evacuazione e quindi le stesse scale e uscite di emergenza. L`Uds invoca la collaborazione degli alunni, dei genitori, degli insegnanti, dei dirigenti. Riceve l`appoggio della Consulta provinciale studentesca e del Codacons, l`associazione in difesa dei consumatori. Scarpiello, come molti suoi colleghi, non nasconde la preoccupazione: «La Finanziaria non stanzia fondi per l`edilizia. Il dramma è che soltanto le scuole pubbliche sono a rischio crollo. Tutte manovre che inducono gli utenti a scegliere il privato». La soluzione: «Presenteremo il “libro bianco“ al ministro Moratti. Ci aspettiamo che le istituzioni locali predispongano una mappa e un piano di azione. Basta con gli interventi a macchia di leopardo nel tentativo di arginare le emergenze». L`album degli orrori – ormai gli studenti si aggirano nelle scuole «armati» di macchina fotografica – sarà in seguito trasformato in cortometraggio.

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