Livolsi presenta il piano alle banche
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fonte:
- Denaro.it
Cirio Finanziaria è sotto assedio: il fiduciario londinese degli obbligazionisti (Law Debenture Trust) notifica che esistono i presupposti per dichiarare l?inadempienza incrociata (cross default) su tutti i prestiti dell?azienda di Sergio Cragnotti, mentre la società di certificazione Deloitte & Touche dichiara di non essere in grado di formulare un giudizio sul bilancio della controllata S.S. Lazio.
Eppure i titoli non sembrano curarsene più di tanto e chiudono in Borsa in rialzo del 14,2 per cento (Cirio Finanziaria) e del 5,6 per cento (S.S. Lazio).
Il «cross default» legittima i possessori dei bond Cirio a chiedere l`accelerazione delle scadenze ancora in essere.
Il fiduciario precisa però che finora non ha esercitato il «potere discrezionale di dichiarare immediatamente esigibili» i titoli.
Il piano di salvataggio
Ubaldo Livolsi, il consulente scelto da Cragnotti per trovare una via d`uscita alla crisi del gruppo agroalimentare, scrive alle banche creditrici una lettera articolata in sei punti, per spiegare le linee lungo le quali l?advisor si sta muovendo per mettere a punto il piano.
Livolsi punta ad evidenziare il valore industriale del gruppo. Alle banche creditrici, secondo quanto riportato da Radiocor, il consulente suggerisce di mantenere separate le attività agroalimentari da tutti gli altri asset.
L`advisor spiega che l`obiettivo consiste innanzitutto nella definizione di soluzioni finanziarie per affrontare l`indebitamento e per gestire successivamente il rapporto con tutti i creditori del gruppo, fiduciario compreso.
Soltanto in seguito saranno prese in considerazione le offerte che arriveranno per acquisizioni di società controllate, ma non prima di aver definito il piano nella sua globalità, confermando quanto indicato ieri dal Denaro. Infine, Livolsi, che chiede un incontro in settimana con i principali istituti di credito coinvolti, sottolinea che l`intenzione è quella di cercare soluzioni che diano continuità al gruppo.
Compratori in attesa
Per quanto riguarda il fronte dei potenziali acquirenti interessati alle attività di Cirio, Luigi Marino, presidente di Confcooperative (la centrale cooperativa cui aderisce il consorzio agroalimentare Conserve Italia – Valfrutta) fa sapere di voler sostenere la posizione della controllata: «La nostra aderente è interessata alla gestione ed all?acquisizione di Cirio. Ci siamo dichiarati disponibili sia per difendere la produzione italiana sia il marchio della società».
Invece, un altro potenziale acquirente, Luciano Sita, presidente di Granarolo, si tira indietro ed a chi chiede conferme dell?interesse per le attività conserviere di Cirio spiega: «Non siamo interessati nel modo più assoluto».
E` presto per dire se una cordata di imprenditori meridionali si farà avanti per rilevare la Cirio. Quello che è certo, afferma Enzo Divella, proprietario del famoso pastificio pugliese di Rutigliano, è che «nessuno può restare insensibile al tracollo di un marchio così prestigioso per il made in Italy».
Divella precisa che le aziende che fanno capo alla casa madre «possono essere acquisite anche in modo separato».
Risparmiatori in rivolta
L`intesa dei consumatori, che racchiude le sigle Adusbef, Codacons, Adoc e Federconsumatori, è pronta ad assistere gli obbligazionisti e non esclude di citare le banche in tribunale se la società di Cragnotti verrà dichiarata insolvente, secondo quanto anticipato dal Denaro nel numero di sabato scorso.
In questo modo, «sarà possibile valutare se le operazioni finanziarie condotte con le emissioni di bond Cirio sono state realizzate nel rispetto della legge».
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