Cirio, rischio insolvenza
-
fonte:
- Il Manifesto
Allarme lanciato dal Trustee; Deloitte non certifica il bilancio della Lazio
Banche infide? L`Intesa dei consumatori accusa: «obbligazioni Cirio scaricate sui fondi comuni per recuperare i crediti concessi a Cragnotti»
Ore decisive per le società di Cragnotti, molte delle quali «note per la loro fama», come Cirio, Lazio calcio, Del Monte. Più probabilmente, ore disperate. Di minuto in minuto le notizie si accavallano, ma scarseggiano quelle di segno positivo. I titoli Cirio e Lazio, ieri, sono stati trattati in borsa solo per cinque minuti (alle 16,30), dopo una giornata di contrattazioni «virtuali». Ed è stata una fortuna, per molti investitori. Perché il titolo Cirio, a un certo punto, guadagnava il 30% (teorico, ripetiamo) a causa dell`interessamento di alcune società – come Conserve Italia, cioè Valfrutta – ad acquisire il marchio del pomodoro in scatola; ma non mancavano neppure le note esotiche, via Singapore, su possibili acquirenti per la Del Monte. La vendita a pezzi di alcuni asset sembra del resto a tutti l`unica possibilità di far restare in piedi qualcosa dell`ex impero cragnottesco.
Ma. Nel primo pomeriggio la società dei garanti degli obbligazionisti – The Law Debenture, detto Trustee – diramava una nota con cui avvertiva di aver ravvisato i termini per un cross default. In parole povere: c`è la possibilità che qualsiasi inadempienza Cirio rispetto a uno qualsiasi dei bond messi sul mercato possa ripercuotersi su tutti gli altri. Il Trustee non ha esplicitamente chiesto l`«accelerazione» della restituzione dei prestiti obbligazionari rispetto alle scadenze; ma da questo momento in poi i sottoscrittori di obbligazioni – se si uniscono fino a raggiungere il 20% di un singolo prestito – possono chiedere di riavere subito indietro i propri soldi. Firmando così il disastro per il debitore.
Effetto ancora peggiore aveva la nota della società internazionale di revisione dei conti, la Deloitte & Touch, incaricata di certificare il bilancio della Lazio: «non siamo in grado di dare un giudizio sul bilancio», perché tutto ormai dipende «dall`abilità a trovare un nuovo finanziatore o azionista di riferimento, che abbia la volontà di subentrare negli impegni assunti (leggi `debiti`, ndr) dal gruppo Cirio e di fornire alla stessa società nuovi mezzi che garantiscano il proseguimento delle attività sociali». Cragnotti, infatti, «ha espresso la volontà di dismettere la sua partecipazione per ottenere propri introiti finanziari». Insomma: se non arriva qualcun altro il gioco è chiuso, sia per Cirio che per la Lazio. Le contrattazioni di borsa, nei cinque minuti fissati, andavano ancora bene per due società (+14% per Cirio, +5,6& la Lazio), ma toccavano circa la metà dei massimi della mattinata.
L`Intesa dei consumatori, infine, si faceva avanti per offrire assistenza legale agli inconsapevoli sottoscrittori delle obbligazioni del gruppo. Nei mesi scorsi, infatti, l`esposizione di Cragnotti verso le banche creditrici si è ridotta da 900 a 300 milioni di euro, grazie a un meccanismo semplicissimo, giudicato però truffaldino. le banche, che possedevano le azioni delle società di Cragnotti, lo hanno convinto a emettere più prestiti obbligazionari (bond) per un totale di 1125 milioni di euro in due anni. L`offerta – destinata a «investitori istituzionali» – è stata raccolta dalle banche e girata (tramite i fondi comuni o altri strumenti) a ignari risparmiatori che ora si trovano a correre tutti i rischi dell`eventuale insolvenza di Cragnotti. Mentre le banche si sono così disfatte di quasi ogni pendenza. L`accusa è rivolta non solo a Cragnotti e alle banche, ma anche a «controllori e autorità vigilanti», che «hanno lasciato che banchieri spregiudicati giocassero liberamente sulla pelle dei piccoli risparmiatori e del mercato».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
