«Nessuno ha interesse al default delle obbligazioni Cirio»
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fonte:
- La Sicilia.it
ROMA – L`esistenza delle condizioni per il «cross default» dei titoli Cirio, certificata ieri dal Trustee londinese Law Debenture Trust, non cambia sostanzialmente le carte in tavola sull`Euromercato dei corporate bond. Un po` perchè gli scambi sulle obbligazioni Cirio sono ormai fermi dalla dichiarazione di insolvenza sul prestito da 150 milioni ormai scaduto. Un po` perchè, secondo gli operatori del reddito fisso, a nessuno conviene in questo momento andare fino in fondo con le procedure di messa in mora della società. E lo stesso tribunale londinese, come da prassi, si sarebbe riservato un periodo di tempo prima di dichiarare il «fallimento».
«Ora come ora – spiega Angelo Drusiani, nome «storico» nel settore del reddito fisso e oggi gestore obbligazionario per Albertini Syz – nessuno ha interesse a procedere nella richiesta di default. Anche perchè la situazione è piuttosto fluida, visti i contatti in corso tra l`advisor del gruppo Cirio e le banche. Bisogna vedere quali saranno gli sviluppi della vicenda».
Sui bond Cirio il mercato è ormai fermo da tempo, osserva Sergio Siotto, responsabile reddito fisso di Banca Ponti, «ma in questo momento è l`intero settore obbligazionario a segnare il passo». L`impressione è che ci vorrà ancora del tempo prima che gli obbligazionisti, o bondholders nell`accezione tecnica, decidano di forzare eventualmente la mano. «Le voci di manifestazioni di interesse per la Lazio o per la Del Monte Pacific – nota Siotto- testimoniano che comunque gli asset sono appetibili. E anche la Borsa sembra crederci».
«Gli altri titoli minacciati dal cross default – rileva Drusiani – hanno tutto sommato una scadenza non ravvicinatissima. E non è detto quindi che nei prossimi mesi non possano sfuggire all`insolvenza. Condizione base è però che venga onorato il prestito in default, che copre una cifra modesta dell`indebitamento complessiva, meno del 15% considerando anche l`ultima cedola».
Intanto l`intesa dei Consumatori (Adusbef, Codacons, Adoc e Federconsumatori) è pronta ad assistere gli obbligazionisti Cirio e non esclude di citare le banche in tribunale se la società di Sergio Cragnotti verrà dichiarata insolvente. In questo modo, dice una nota dell`Intesa Consumatori, sarà possibile valutare se le operazioni finanziarie condotte con le emissioni di bond Cirio sono state condotte nel rispetto della legge.
La gran parte delle obbligazioni Cirio pari ad un controvalore di 1,125 miliardi di euro erano destinate, si fa notare, «agli investitori istituzionali e non ai semplici risparmiatori e proprio per questo erano state esentate dall`obbligo del prospetto informativo sulla rischiosità dell`investimento». Ancora una volta, dicono i consumatori, nè i controllori, nè le autorità vigilanti «si sono accorti preventivamente di ciò che sarebbe accaduto sulla pelle dei piccoli risparmiatori e del mercato». All`Intesa dei consumatori non rimane, quindi, che mettersi «a disposizione dei circa 40mila risparmiatori ed obbligazionisti Cirio, per difendere i loro diritti, lesi da spregiudicate operazioni finanziarie».
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