Spett.le Codacons
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fonte:
- Il Resto del Carlino
Spettabile Codacons, mio figlio di dieci anni, tornando a casa dalla scuola, ha rischiato di essere coinvolto in un incidente stradale subito dopo essere sceso dallo “scuolabus“ comunale, mentre si accingeva ad attraversare la strada. Un`auto che stava superando lo “scuolabus“ ha infatti rischiato di investirlo. Fortunatamente il veicolo, che procedeva a velocità limitata, è riuscito ad evitare mio figlio. Mi è, però, sorto un dubbio: se si fosse verificato l`incidente, l`autista dello scuolabus sarebbe stato responsabile per non aver avvisato mio figlio del sopraggiungere dell`auto?
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Una recentissima sentenza della Corte di Cassazione ha preso in esame una fattispecie analoga a quella riferita. In questo caso, purtroppo, il bambino investito era rimasto ucciso nell`atto di attraversare la strada dopo essere sceso da uno scuolabus e i genitori avevano citato in giudizio il Comune, responsabile del servizio di scuolabus, ritenendolo responsabile, in virtù del rapporto organico che lega l`Ente a un proprio dipendente, di non aver adottato le ordinarie cautele evitando di assistere il bambino nell`attraversamento di una strada. La Suprema Corte ha dato ragione ai genitori. Secondo, infatti, l`interpretazione fornita dai magistrati di legittimità, la Pubblica Amministrazione, la quale organizzi un servizio di auto trasporto riservato agli alunni delle scuole di un comune, è tenuta ad adottare tutte quelle idonee cautele che, in concreto, si rendano necessarie per la sicurezza del trasporto e del servizio nel suo complesso. In particolare, si legge nel provvedimento, in un servizio relativo a studenti minorenni e consistente nell`accompagnamento a mezzo di scuolabus, la conduzione del minore dalla fermata dell`automezzo alla sua abitazione compete di regola ai genitori o ad altri soggetti da costoro incaricati. Ciò, però, non esenta da responsabilità l`autista del veicolo tutte le volte che quest`ultimo, non essendo presente alla fermata alcuno dei soggetti predetti, non abbia cura di adottare le ordinarie cautele, suggerite dalla normale prudenza, in relazione alle specifiche circostanze di tempo e di luogo, quali anche l`assistenza nell`attraversamento di una strada. La Corte ha tenuto presente un precedente orientamento secondo il quale il Comune, nella gestione e organizzazione del servizio di autotrasporto agli alunni, è tenuto ad operare scelte discrezionali che non tengano in considerazione solo i costi, i mezzi meccanici da usare, i tempi e le altre modalità tecniche del trasferimento dei bambini dall`ambito familiare di tutela a quello della scuola, ma comporta l`adozione di tutte quelle idonee cautele che in concreto si rendano necessarie. In particolare, l`autista dello scuolabus ha il dovere di controllare che l`alunno non venga a trovarsi in una situazione di pericolo per la sua incolumità, per cui la vigilanza deve essere svolta dal momento dell`affidamento sino a quando ad essa non si sostituisca quella dei genitori.
La revoca del porto d`armi
dopo la querela per molestie
Un mio parente che abita a Reggio Emilia mi ha chie sto di domandarvi tramite il Resto del Carlino se è legittimo il provvedimento con cui a seguito di una denuncia querela presentata nei suoi confronti da persona che sostiene di essere stata da lui molestata e minacciata telefonicamente, ancora prima di verificare la fondatezza della denuncia gli è stata sospesa la licenza di porto d`armi e fatto divieto di tenere armi. Vorrei sapere se questa limitazione imposta al mio parente è o meno legittima e se pertanto il provvedimento può essere in qualche modo impugnato nella speranza di riottenere in tempi brevi il permesso a portare l`arma.
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Caro lettore teoricamente il provvedi mento amministrativo di cui lei mi parla può come tutti gli atti amministrativi essere impugnato avanti al Tribunale Amministrativo Regionale. Ma sono a sconsigliare questo suo parente a tentare di intraprendere questa via a meno che non via sia stata una remissione di querela e ritrattazione da parte del denunciante. A fronte di una denuncia querela per molestie e minacce telefoniche il Prefetto infatti ha il dovere di assumere un provvedimento come quello da lei indicato al fine di prevenire qualsiasi comportamento violento derivante dal possibile uso dell`arma originariamente detenuta in forza del porto d`armi rilasciato dalla competente Autorità. In questi casi, infatti, deve prevalere quello che è un criterio di precauzione che porta normalmente il Prefetto ad emettere un atto preliminare di sospensione della licenza di porto d`armi fino all`esito del procedimento penale. L`unica speranza di ottenere una revoca del provvedimento o di poter sperare di vincere un ricorso con cui si volesse contestare questo tipo di decisione a fronte di un rifiuto a farlo spontaneamente da parte della Pubblica Amministrazione è un`even tuale remissione di querela con contestuale ritrattazione delle accuse mosse nella denuncia da parte del querelante.
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