15 Novembre 2002

L`ospedale per acuti non va eliminato

Caro Direttore,

il Codacons intende impegnarsi in tutto il Veneto ed a Venezia in particolare per difendere il diritto delle fasce deboli, quelle che hanno bisogno di servizi tempestivi ed adeguati per la tutela del bene fondamentale della salute.

La privazione anche del centro storico di Venezia, dopo il Lido, dell`ospedale per acuti non può che allarmare la nostra associazione. Siamo di fronte alla conferma di una insensibilità verso bisogni della gente non certo superflui, ma anzi determinanti per la qualità della vita e delle relazioni di solidarietà.

Dov`è finito il lavoro di prestigiosi consulenti del Comune arruolati sul tema? Quale attenzione è stata data al contributo generoso di tanti comitati? Le decisioni assunte a livello regionale dimostrano una clamorosa mancanza di conoscenza sia delle caratteristiche di Venezia, sia della tipologia della popolazione, sia dei flussi turistici. Non c`è rischio di essere profeti di sventura pronosticare gravi disagi per gli abitanti del Lido e del centro storico.

Come si sia arrivato a questa situazione non è compito di una associazione apartitica come il Codacons, ma certo sia la Regione che il Comune non potranno sottrarsi al giudizio politico sulla mancanza di amore verso la città. L`impegno, assunto con un certo senso dell`umorismo, di assicurare a Venezia la stessa flessibilità per definire l`assetto ospedaliero previsto per le “zone montane“ è stato clamorosamente disatteso con un classico scaricabarile all`italiana. L`articolazione del sistema sanitario per Venezia e per il Lido dovevano essere affrontate con la consapevolezza delle peculiarità, non con il cinico criterio contabile.

Una interessante prospettiva è stata aperta da una recente sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato una sentenza del Tar Veneto. La sentenza ribadisce il principio che anche una decisione politico-amministrativa come quella che regola gli ospedali deve essere logica e coerente con i principi dichiarati. Siamo fiduciosi che in zona Cesarini gli amministratori, di ogni ordine, grado e colore politico, sappiano ritrovare per Venezia quella necessaria convergenza per correggere il grave errore che stanno commettendo.

Qualora la pressione dei cittadini, ai quali ci uniamo in totale solidarietà, non avesse giusta attenzione sin d`ora assumiamo l`impegno di avviare un rigoroso confronto nelle sedi di tutela giudiziale dei diritti della gente che non si vuole battere per una società dei diritti e doveri e non intende rifugiarsi nell`indifferenza.

Franco Conte

Presidente Codacons Veneto

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