10 Novembre 2002

Vicenda Tucker, quindici i friulani che presenteranno una querela

Vicenda Tucker, quindici i friulani
che presenteranno una querela

Almeno 50 quelli che hanno aderito all?Intesa dei consumatori

Vicenda Tucker: sono circa una cinquantina i cittadini della nostra provincia che hanno aderito al Comitato degli acquirenti, istituito a livello nazionale dall?Intesa dei consumatori (che riunisce Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons) allo scopo di ottenere un risarcimento. Di questi una quindicina ha già incaricato i legali della Federconsumatori di Udine di procedere con una querela nei confronti dell?azienda di Riccione che prometteva un forte risparmio sul consumo di gas e una riduzione dell?inquinamento. Un numero che potrebbe essere maggiore se alcuni friulani coinvolti nell?ecotruffa da migliaia di euro non temessero ripercussioni da parte della Tucker in caso di assoluzione della stessa.
Proprio per smantellare queste convinzioni e per fornire adeguate informazioni sulle procedure da adottare la Federconsumatori ha organizzato ieri un incontro al quale, oltre ai consulenti legali, hanno partecipato alcune decine di persone interessate direttamente dalla vicenda. La riunione si è svolta a porte chiuse, per rispetto della loro privacy. «La maggioranza dei presenti ha dato il proprio consenso al Comitato degli acquirenti Tucker ? ha fatto sapere Rita Bertossi, presidente di Federconsumatori ?. Questi uscivano da situazioni diverse: qualcuno aveva chiesto prestiti alle banche, altri si erano rivolti a finanziarie o avevano pagato in contanti». In tutto ? come ha riferito il consulente legale dell?associazione, Monica Catalfamo (che si occupa del caso con l?avvocato Luisa Donda) ? sono più o meno 50 i soggetti che vi hanno aderito, cui vanno aggiunti quelli che si sono rivolti a singoli avvocati.
«L?intento del Comitato – ha precisato – è di inserirsi nel procedimento penale e in occasione del processo costituirsi parte civile (sia come singoli, sia come Intesa dei consumatori) per ottenere il risarcimento. Per quanto riguarda i cittadini, 15 ci hanno incaricato di andare avanti con una querela. Quest?ultima serve per verificare da parte della magistratura di Rimini se vi è o meno responsabilità della Tucker, ma in caso di assoluzione non vi sarà alcun problema per i querelanti, che non potranno essere a loro volta querelati per calunnia». È stata questa preoccupazione, infatti, a bloccare più di qualcuno fra cittadini e titolari di aziende.
I soldi sborsati sono notevoli, si parla dai 4.500 ai 9000 euro per persona, utilizzati per acquistare un tubo lungo 50 cm riscaldabile esternamente attraverso una resistenza di 230 volt che secondo l?azienda di Riccione avrebbe dovuto diminuire consumi e inquinamento. Grazie a contratti in franchising, inoltre, era stata avviata una rete di distribuzione con lo stesso marchio: «Se anche la Tucker fosse assolta ? ha concluso il legale ? il suo nome è ormai danneggiato, di qui la rabbia di molta gente». Non sono mancati, infine, anche se pochissimi, i consumatori fiduciosi nella validità dell?operato dell?azienda.

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