Scontro all?Anm, mezza città resta senza bus
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fonte:
- Il Mattino
Malgrado gli appelli al «buon senso dei lavoratori» lanciati dalla direzione Anm, la protesta dei conducenti sale di tono e si estende anche ai meccanici del servizio manutenzione. L?iniziativa messa in atto da tre giorni dal sindacato Faisa Cisal, è bene ricordarlo, non è uno sciopero: gli autisti si rifiutano di mettersi al volante spiegando che i veicoli non sono sicuri. Mancano i martelletti per rompere i vetri in caso d?emergenza; mancano i cunei per bloccare le ruote in caso di incidente; mancano gli originali dei libretti di circolazione; i parabrezza sono graffiati, la carrozzeria è piena di ammaccature, i tergicristalli non funzionano. Ai due depositi già coinvolti nell?iniziativa, Cavalleggeri e via Puglie, si è aggiunto, ieri, anche quello di Posillipo. Ciliegina sulla torta, i taxi dichiarano lo stato d?agitazione: «Cantieri, cortei dei disoccupati, sciopero dei mezzi pubblici – si legge in una nota dei sindacati Uti, Sit e Stn-Cisl – la viabilità cittadini sta andando a pezzi, così non possiamo lavorare nemmeno noi. Ci riserviamo di mettere in atto tutte le iniziative di lotta previste dalla legge».
I bus non sono sicuri? Ma si può davvero parlare di emergenza, tale da giustificare lo stop, con uno specchietto retrovisore che vibra o una piccola ammaccatura sullo sportello? Per la direzione Anm, che pure ammette qualche mancanza nelle dotazioni di bordo («I martelletti e i cunei vengono sistematicamente rubati e non sempre si riesce a sostituirli»), si tratta soltanto di un pretesto per mascherare altre questioni contrattuali: la vera materia del contendere è l?accordo sulla collocazione in aspettativa, con stipendio ridotto, dei conducenti dichiarati inidonei alla guida, che prima venivano messi a riposo senza decurtazioni sulle spettanze. E alla fine è lo stesso Carlo Giordano, segretario provinciale Faisa Cisal, a scoprire le carte: «Vero, verissimo, la questione di fondo è proprio quella. Ciò non toglie, però, che il parco veicoli sia a livello zero per quanto riguarda i livelli di manutenzione. Altro che specchietti, altro che piccole ammaccature. Questi mezzi vanno in frantumi».
Margini di trattativa, allo stato, non ce ne sono. La condizione posta dai manifestanti all?azienda è l?immediato riassorbimento degli autisti in aspettativa. L?azienda risponde picche, c?è un?intesa firmata con Cgil, Cisl e Uil, poi cosa andiamo a raccontare agli altri sindacati? Morale della favola, la protesta va avanti a oltranza e i cittadini aspettano alla fermata senza sapere se il loro bus arriverà e fra quanto tempo. Numerose le proteste soprattutto da parte di chi abita nei quartieri serviti dai mezzi che escono dal deposito di via Cavalleggeri e, quindi, praticamente tagliati fuori dal trasporto pubblico: Vomero, Arenella, Camaldoli, Fuorigrotta, Bagnoli, Agnano, Soccavo, Pianura. Con loro si schierano le associazioni dei consumatori. C?è chi solidarizza con l?azienda, chi con i lavoratori. Nella seconda schiera il Codacons, che si prepara a presentare una diffida nei confronti dell?Anm. «Il documento sarà pronto lunedì – spiega il fiduciario per Napoli, avvocato Corrado Ursini – e verrà consegnato ai dirigenti Anm, al Comune e alla Regione. Se nel giro di due settimane non sarà cambiato nulla potremo chiedere l?intervento della magistratura. La nostra non è un?iniziativa fantasiosa, né una provocazione: ci muoviamo in base alla legge 285 del ?96, che consente alle associazioni di consumatori riconosciute dallo Stato di sollecitare l?interruzione dell?attività per le aziende non in grado di far fronte agli interessi della cittadinanza. In questo caso la situazione è ancora più grave, stiamo parlando di una società che fa capo alla pubblica amministrazione». Ma l?Anm, per quanto ci sembra ci capire, non ha strumenti per risolvere il caso. «Scherziamo? Se un?azienda non riesce ad avviare una trattativa con i dipendenti, vuol dire che qualcosa non funziona nel suo modo di condurre le relazioni industriali. E allora siamo pronti a offrire la nostra solidarietà ai dipendenti. Se hanno problemi e si sentono demotivati fanno bene a scioperare». Diversa la posizione dell?Acusp (Associazione contribuenti utenti servizi pubblici): «Il direttore generale dell?Anm – spiega il presidente Alfredo Capasso – ci ha dato ampie assicurazioni sugli standard di sicurezza dei bus. Invitiamo il sindacato Faisa Cisal ad affrontare i problemi in sede di confronto, senza privare i cittadini dei mezzi di trasporto».
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