Casini espelle dall?Aula un «pianista»
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fonte:
- Corriere della Sera
La procura apre un?inchiesta sulla vicenda dei parlamentari che premono il pulsante per i colleghi assenti
ROMA – Sui «pianisti» il presidente della Camera era stato chiaro. E, così, il primo a essere espulso dall?Aula è stato il deputato del gruppo misto Hans Widmann. Ieri mattina, ben prima che iniziasse l?esame della legge Cirami, Widmann è stato pizzicato mentre allargava le braccia e appoggiava le mani su due pulsantiere, esprimendo un doppio voto sulla delega per il mercato del lavoro: il suo e quello del collega Siegfried Brugger. Pier Ferdinando Casini ha estratto il «cartellino rosso» anche se, poi, ha quasi presentato le scuse: «Sono giorni che presto attenzione alla regolarità delle votazioni e il fatto che sia capitato all?onorevole Widmann è assolutamente casuale. Mi rammarico che sia capitato proprio a lui, che conosco come deputato serio e scrupoloso». L?effetto Widmann, però, ha innescato una corsa dei ritardatari verso la Camera dove erano previste votazioni per la quarta lettura della Cirami. La notizia dell?avvenuta espulsione del più innocuo dei «pianisti» si è sommata a quella proveniente dalla Procura di Roma: in seguito a un esposto del Codacons e dell?Adusbef, il pm Giovanni Bombardieri ha aperto un?indagine preliminare sui «pianisti» ripresi dalle telecamere la settimana scorsa al Senato durante la terza lettura della Cirami. L?inchiesta, come era successo nel ?95 nel caso di due «pianisti» della Lega, non dovrebbe avere esiti perché la Consulta ha già ricordato con sentenza che i comportamenti di deputati e senatori nell?esercizio delle loro funzioni (in primo luogo, le votazioni) possono essere giudicati solo dal Parlamento.
La severità di Casini ha colto di sorpresa i ritardatari che alle 16 rischiavano di non rispettare l?appuntamento con la Cirami. La legge che reintroduce il legittimo sospetto tra le possibili cause di rimessione del processo ha dunque mobilitato i capigruppo: Elio Vito (FI) è stato instancabile andando su e giù per l?emiciclo nel tentativo di far sedere ai rispettivi posti i suoi deputati. E, quando Casini ha chiamato la votazione a scrutinio segreto sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate dall?Ulivo e da Rifondazione, in Aula si è vista una grande fuga verso i banchi, compreso quello del governo lungo il quale erano presenti una quindicina di deputati tra ministri e sottosegretari.
La pregiudiziale è stata respinta (280 contrari, 218 favorevoli) e nel settore di Forza Italia si è visto di spalle un solo «pianista» all?opera. Poca roba rispetto al Senato. Per Elio Vito, «la maggioranza ha dato una grande prova di compattezza». Invece, Piero Ruzzante (Ds) sostiene che 8 deputati del centrodestra hanno votato con l?opposizione. In risposta, Antonio Leone (FI) ha accusato il diessino Pietro Folena di aver votato per la collega di gruppo Elena Montecchi.
E ora, per approvare definitivamente la Cirami, se ne riparla martedì 5 novembre. Manca ancora un manciata di votazioni segrete: 12 emendamenti dell?opposizione (resta da vedere quanti ne ammetterà Casini) e il voto finale. L?Ulivo continua a parlare di un errore contenuto nel testo corretto dal Senato mentre la maggioranza cerca di non farsi stringere nell?angolo con ulteriori limature del testo.
Ma prima e dopo il varo della Cirami ci saranno altri mille banchi di prova per il presidente della Camera che ha dichiarato guerra ai «pianisti» in vista dell?esame della Finanziaria. Ieri, al momento dell?espulsione di Widmann, Rosy Bindi (Margherita) ha detto di «leggere» nella decisione di Casini un?implicita presa di distanze rispetto a ciò che è avvenuto al Senato. Ovviamente, Casini non si è lasciato trascinare in una polemica contro il presidente del Senato, Marcello Pera, accusato proprio dalla Margherita di non aver vigilato sui «pianisti».
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