31 Ottobre 2002

Halloween, una festa che non diventa tradizione

Party in tutte le città, spese raddoppiate per zucche e travestimenti. Eppure da Marta Marzotto a Carlo Rossella molti la disdegnano: «Roba da ragazzini»

Halloween, una festa che non diventa tradizione

Si allarga il fronte dei critici verso la celebrazione importata dagli Usa. Ma per sei milioni sarà la «notte delle streghe»

MILANO – La festa che viene dagli Usa stenta a mettere radici e cresce il fronte degli scettici. Però piace: almeno 6 milioni di italiani questa sera festeggeranno Halloween, la notte delle streghe. Spenderanno 200 milioni di euro, il doppio rispetto all?anno scorso, fra il biglietto d?ingresso in discoteca (80 milioni), i travestimenti (100 milioni) e le zucche, simbolo della festa (altri 20 milioni). La stima è del Codacons. Sul che fare e dove andare non c?è mai stata tanta scelta: party dell?orrore in ogni discoteca, feste mascherate in molte piazze, grandi ma soprattutto piccole e d?atmosfera, come a Riolo Terme (Ravenna) o a Corinaldo (Ancona). Chi resta a casa ed è abbonato alla pay tv può scegliere fra «Scream 1», «Scream 2», «La sposa di Chucky» (della serie del bambolotto assassino), oppure «La notte dei morti viventi», restaurato e rimasterizzato. Chi cenerà fuori avrà un bel daffare: i menù sono pieni di piatti a base di zucca. I patiti di Lotto e Superenalotto potranno giocare la schedina di Halloween fino a sabato, mentre venticinque imprenditori di casa nostra hanno già battezzato la ditta con il nome della festa: c?è l?Halloween bar, l?Halloween viaggi, l?Halloween Gran Bazar. Omologazione alla cultura americana? E? da vedere. La maggioranza, però, fa resistenza. FAVOREVOLI – «Le vendite dei prodotti legati ad Halloween sono leggermente al di sotto delle previsioni e dei precedenti storici», diceva ieri Mike Niemira, economista della Bank of Tokyo-Mitsubishi-Ubs Warburg. Non pensava all?Italia. Se nel resto del mondo c?è poca propensione a spendere, da noi la festa sembra andare alla grande. Diverte, ma non tutti. E non c?è via di mezzo. Piace a Natalia Estrada, la bella showgirl spagnola: «Metterò veli neri e nasone da strega per godermi la serata come una ragazzina, facendo mille scherzi ai vicini». Piace a Tiziana Rocca, organizzatrice di feste ed eventi: «A mia figlia ho fatto un vestito meraviglioso da streghetta, mentre io andrò ad un party : tuta nera tipo calzamaglia, mantello foderato di raso arancio e cappellone. Nei negozi si trova di tutto: dal cerchietto per i capelli al lucidalabbra colore zucca. E? divertente, a Roma di feste in calendario ce ne sono parecchie».
CONTRARI – Il gruppo è folto e bene assortito. Non piace a Marta Marzotto, signora dei salotti milanesi: «Quelle zucche le trovo terribili, imbecillità allo stato puro. Anch?io ho ricevuto due o tre inviti, qui a Milano. Belle feste, sofisticate, con bella gente che si vuole travestire, vuole stupire. Ma sto alla larga. Cento volte meglio la Befana». A Firenze stessa freddezza per Sibilla Della Gherardesca, nobildonna che ama ricevere: «Va bene per i bambini, per i ragazzini. Io non festeggio, non mi sembrano proprio i tempi per mettersi in maschera». Acido Roberto D?Agostino, quello di www.dagospia.it , il sito più pettegolo della Rete: «Halloween è una festa per la teen generation , che a Roma chiamano cretin generation . Sono i soliti ventenni che ogni sera devono sollazzarsi da un pub all?altro e che hanno trovato un altro modo per fare carnevale. Per i bambini è diverso, ma noi adulti siamo già abbastanza horror tutto l?anno». E Carlo Rossella, direttore di Panorama : «Anche quando vivevo in America me ne sono sempre fregato. Repellente, va bene solo per i bambini. Feste in giro ce ne sono, ma se mi invitano mi offendo».
BAMBINI – Agghindarsi da fantasma o spiritello «serve per esorcizzare la paura dei bambini», spiegano i pedagogisti. Non sarà invece diseducativo questo ridere di tutto, anche della morte? «Nel passato c?erano feste contadine in cui compariva la morte – risponde la psicologa Anna Oliverio Ferrari -. Io vedo più il lato esorcizzante: i bambini hanno un?idea della morte molto particolare, che matura nel tempo. Questa festa significa potersi mettere nei panni di personaggi dell?immaginario che sono le metafora della paura, dell?ignoto, sono quelli che possono entrare di soppiatto nella stanzetta di notte. E? un modo per giocarci insieme».

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