29 Ottobre 2002

Ingorghi da impazzire

Al volante contro tutti
Ingorghi da impazzire

MILANO ? Uèla. Vorrà dire pur qualcosa il fatto che a comandare i 3300 «ghisa», i vigili cioè di Milano, ci sia da cinque anni Antonio Chirivì, un generale dei carabinieri in congedo? Per me sì. Appena metto in moto la mia auto, mi sento in guerra. Contro il generale. Contro tutti gli altri al volante. Contro tutte queste strade eternamente a senso unico (copyryght Travis Hugh Culley). Esco dal garage pronto ad affrontare il nemico. Me lo ritrovo subito davanti: una muraglia di lamiere semoventi blocca la via Patellani, a ridosso di Porta Romana. All`incrocio con viale Bligny ci sono tredici semafori. Il Duomo è a meno di quindici minuti. A piedi. In auto, molto di più.
L`ingorgo sotto casa dura dalle otto alle nove e trenta del mattino, dalle cinque alle otto di sera. Si estende a tutte le circonvallazioni e alle vie di scorrimento alternative. In quelle ore l`aria puzza di più e il rumore si fa insopportabile. Ogni giorno entrano a Milano quasi 800 mila vetture, quanto quelle di noi milanesi. La tangenziale scoppia: paralisi. Non bastasse, quando c`è una Fiera tutta la zona nord va in tilt. C`è una Fiera ogni settimana, o quasi. La città non ha più spazio: ci sono immatricolate 650 macchine per chilometro lineare. Contro il parere del professor Giorgio Goggi, l`assessore alla Mobilità, il sindaco Albertini voleva introdurre il “road pricing“, il pedaggio per entrare a Milano: 3 euro. Gli hanno detto no i 187 sindaci dei comuni dell`hinterland milanese e Ombretta Colli, presidente della Provincia. L`ostinato Albertini vuole fare un referendum.
Secondo l`Agenzia milanese per la (im)mobilità e l`ambiente, nell`anello compreso tra i Bastioni e i Navigli, il 38 per cento degli spazi di parcheggio è saturo e il 24 per cento ha un coefficiente di occupazione compreso tra lo 0,90 e lo 0,99 per cento. Tradotto in soldoni: il 60 per cento delle strade è «in condizioni di criticità». Invece di scavare più parcheggi sotterranei e renderli economicamente accessibili, si è optato per la più facile caccia al trasgressore. Nel giro dei primi 8 mesi di quest`anno sono state comminate 687.772 multe per sosta vietata e 415.521 per sosta irregolare o sosta “senza autorizzazione nell`area per residenti“. Più o meno una multa a testa per ogni milanese. Un balzello.
Sostiene il Codacons: «Il problema vero di Milano non è dove lasciare la macchina ma come fare per non usarla». La politica repressiva del Comune dovrebbe servire da deterrente: «A furia di essere multato, chi viola il Codice imparerà a rispettarlo». Le cattive abitudini però tardano a morire: il traffico milanese si è involgarito. Impunite doppie file, arroganti soste davanti ai cinema, ai ristoranti e ai locali modaioli. Dalle parti dei Navigli si fa la coda anche dopo mezzanotte. Le strisce blu a pagamento sono poche. Si occupano quelle gialle a disposizione dei residenti. Blu e gialle non bastano mai. O rinunci, o rischi la multa.
E, se il ghisa non vede, per lui vede il Grande Fratello. Poco per volta, pezzi di “Milano da bere“ finiscono sotto l`obiettivo indiscreto e delatorio dei circuiti tv collegati con le forze dell`ordine. I dispositivi elettronici che sostituiscono i vigili nella nuova isola pedonale di corso Garibaldi hanno telemultato, dal 9 settembre, durante i primi 15 giorni di funzionamento, ben 20 mila automobilisti. Dal 16 settembre i video funzionano anche in corso di Porta Ticinese, nella zona trendy dei Navigli. Tanto accanimento ha indotto la gente ad arrendersi: agili motorini (mezzo milione, compreso la provincia), boom della moto (181 mila, di cui centomila in città), un aumento del 150 per cento in questi ultimi sei anni. Dalle 7 alle 21, entro la cerchia dei Bastioni, il cuore di Milano, entrano ed escono ogni giorno 233 mila mezzi: 47 mila sono a due ruote. Ad esse sono state aperte le corsie preferenziali. E` il segno dei tempi. Pardon, dei…due tempi.

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