Inflazione, sindacati in allarme
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fonte:
- Il Resto del Carlino
«Sui salari aumenti dell`8%»
ROMA ? Il giorno dopo il nuovo balzo in avanti del caro-prezzi, consumatori e sindacati restano più che mai sul piede di guerra. E se per la Cisl (con Pezzotta e Bonanni) la colpa è del governo «che usa pannicelli caldi invece di andare alla radice del problema», al punto che ormai «l`1,4 per cento di inflazione programmata per il 2003 è del tutto irrealistico», per la Cgil (con Cremaschi) la conseguenza, a cominciare dal rinnovvo del contratto dei metalmeccanici, è presto detta: «Proporremo aumenti retributivi che tengano conto dell`inflazione reale». Aumenti che, per il biennio, dovrebbero toccare l`8%. Ed ecco perchè dal fronte confindustriale si levano voci tese a raffreddare il clima. Il consigliere incaricato per il Mezzogiorno, Rosario Averna, chiede senso di responsabilità nelle rivendicazioni salariali, mentre Guidalberto Guidi, regista per le realzioni industriali, sollecita la riaffermazione del patto sul costo del lavoro del luglio `93, perchè la politica dei redditi è proprio in questi momenti che manifesta la sua validità».
Nonostante le rassicurazioni, però, un dato è certo: la nuova impennata dei prezzi allarma. E con i sindacati appaiono schierate anche le associazioni di consumatori. «Ci risulta ? fanno sapere dall`Intesa ? un abbattimento del reddito annuo pari a 705 euro e perciò è più che mai necessario intervenire su prezzi e tariffe con misure congiunturali e strutturali». Quali? Servono ? aggiungono ? accordi con tutti gli esercenti e categorie professionali per il blocco o la diminuzione dei prezzi; la riduzione dell`Iva sul gas da riscaldamento dal 20% al 10%; l`utilizzo di tutti gli strumenti a disposizione perchè le tariffe non superino il
tasso d`inflazione programmata dell`1,4%. Senza contare la necessità di norme liberalizzatrici per il commercio, le assicurazioni, i carburanti e l`energia. E questo mentre il segretario del Sicet (Ferruccio Rossini) propone lo stop agli automatismi contro il caro-affitti, una delle voci per cui si registra uno dei maggiori rialzi (+10%).
Anche se, secondo le segalazioni ricevute da Cittadinanza Attiva, sul banco degli imputati finiscono anche gli alimentari di prima necessità e tra questi soprattutto gli ortofrutticoli (con il pomodoro a più 27% con punte fino al 50); i servizi di pubblica utilità; i bar e ristoranti; i beni e i servizi del tempo libero.
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