Ore di fila per le bollette contestate
-
fonte:
- La Nuova Sardegna
Doppia arrabbiatura dei contribuenti con l`ufficio tributi e le Poste
Il Codacons contesta: i consumi idrici non sono stati rilevati
OLBIA. Il Codacons si prepara a dare battaglia all`amministrazione comunale sulla questione delle “bollette salate“. La protesta dei contribuenti che stanno ricevendo le richieste di pagamento per il consumo idrico relativo al 1998, è già in atto: in tanti si stanno rivolgendo all`associazione cittadina che tutela i diritti dei consumatori, segnalando errori e incongruenze ed evidenziando come le somme siano state calcolate su consumi presunti visto che non c`è stata alcuna lettura dei contatori.
Al coro di proteste di chi ha già tra le mani le fatture, si sta aggiungendo quello di chi, invece, le bollette le deve ancora ritirare, dal momento che le richieste di pagamento inviate dall`ufficio Tributi stanno pervenendo agli utenti attraverso raccomandata A/R: lunghe file (con conseguente irritazione da parte dei cittadini) si stanno formando davanti agli sportelli delle Poste.
Per fronteggiare la situazione, i rappresentanti cittadini del Codacons con in testa in presidente Sandro Facchini, hanno deciso di contestare ancora una volta le richieste di pagamento del Comune, così come fecero anni fa quando un gruppo di cittadini sostenuti, appunto, dal Codacons intraprese una vera battaglia contro l`amministrazione comunale, anche se in quell`occasione andò avanti a suon di carte bollate.
L`associazione cittadina fa sapere di aver già preparato delle lettere di contestazione da inviare al sindaco e all`ufficio Tributi che gli utenti che intendono protestare per le somme addebitate, devono compilare. Nelle lettere, sono racchiusi i principali motivi di contestazione lamentati dagli utenti e causa, secondo il Codacons, dell`irregolarità delle bollette.
Primo motivo: il canone per i consumi idrici del 1998 è stato calcolato non sulla base di effettivi consumi ma secondo un sistema forfetario non previsto dal Regolamento idrico comunale e dal Codice civile. Secondo: viene addebitato un consumo forfetario spesso in base a un numero sbagliato dei componenti del nucleo familiare. Terzo: i componenti del nucleo familiare nel 1998 erano domiciliati in un`altra città. Nel quarto punto, l`associazione, evidenzia l`incongruenza nei calcoli dei consumi idrici, nel quinto, infine, il Codacons contesta un`altra irregolarità contenuta nelle bollette emesse: le somme dovute per i servizi di fognatura e depurazione resi dai Comuni fino al 31 dicembre`98 non sono assoggettabili all`Iva, anche se riscosse successivamente.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ACQUA
-
Tags: acqua, bollette, olbia, sandro facchini
