Per le famiglie un conto da 705 euro
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fonte:
- La Stampa
Commercianti in difesa: andrà meglio
ROMA.
La corsa verso l`alto dei prezzi al consumo peserà mediamente per 705,61 euro sui bilanci delle famiglie italiane. L`elaborazione è dell`Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), che chiede un immediato intervento dei governo a tutela dei cittadini. L`aumento dell`inflazione al 2,7% in ottobre, registrato nelle città campione, è – secondo l`Intesa – «segno inequivocabile che prezzi e tariffe continuano a lievitare senza freni, svuotando le tasche dei consumatori impotenti di fronte a questa escalation». Secondo la coalizione delle associazioni di tutela del consumo «ogni famiglia italiana spenderà in un anno, con questo livello di inflazione, complessivamente 705,61 euro in più rispetto all`anno scorso». Per questo i consumatori ribadiscono alcune proposte già lanciate nei mesi scorsi: ridurre i prezzi e le tariffe; favorire la rottamazione di prodotti inquinanti; promuovere accordi con esercenti e categorie professionali per bloccare o diminuire prezzi e tariffe; dare incentivi ai giovani e alle cooperative per l`apertura di attività commerciali e incrementare il prestito d`onore; riformare la filiera ortofrutticola prevedendo quote di produzione agricola che arrivino direttamente sui mercati. «Altre misure da adottare immediatamente – conclude l`Intesa – sono la riforma del mercato elettrico, quella dell`Rc Auto e quella del settore della distribuzione al dettaglio». Sotto accusa, come spesso capita in queste circostanze, i comemrcianti. Che rispondono rinviando al mittente le imputazioni. Per la Confcommercio, è infatte «scontato» il «gradino» inflattivo di ottobre, dovuto essenzialmente «all`effetto petrolio che ha comportato un ulteriore rialzo delle benzine e degli altri prodotti petroliferi, determinando uno 0,04% di incremento mensile». Nessun allarmismo, quindi, in quanto è «presumibile che con ottobre si sia esaurita la spinta al rialzo». Già tra novembre e dicembre, secondo l`analisi della Confcommercio, potrebbe avviarsi il processo di rientro che, in assenza di ulteriori eventi straordinari (quali crisi irachena, interventi sui prezzi dei servizi di pubblica utilità o condizioni meteorologiche particolarmente avverse), «potrebbe riportare nel secondo trimestre del 2003 l`inflazione italiana su valori inferiori al 2%». Sull`andamento dell`ultimo mese vanno aggiunti inoltre, «gli effetti della rilevazione trimestrale degli affitti e i tradizionali rinnovi dei listini dell`abbigliamento. In questo momento – è la valutazione conclusiva – vista l`assenza di pressioni dal lato della domanda per consumi, sono quasi esclusivamente le variabili esogene al sistema distributivo a condizionare le dinamiche inflazionistiche.
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