23 Ottobre 2002

Ci risiamo con le bollette “ salate“

Ci risiamo con le bollette “ salate“

Il Comune chiede i soldi dell`acqua. E il Codacons si ribella

L`associazione: «Non c`è stata nessuna lettura dei contatori Quindi la richiesta non è regolare»

OLBIA. L`acqua “della discordia“ ha ripreso a scorrere dai rubinetti delle famiglie olbiesi. Il Comune sta chiedendo il pagamento dei consumi dell`acqua relativi al 1998 ma le bollette non convincono affatto molti utenti che protestano per errori e incongruenze contenute nelle richieste di pagamento inviate dall`ufficio Tributi. Da poco più di una settimana, i contribuenti stanno bersagliando anche il Codacons. Che dice: le bollette sono illegali.
Una storia già sentita, quella delle “bollette salate“.
Visto che pochi anni fa, un gruppo di cittadini costituito in comitato e sostenuto dal Codacons, aveva intrapreso una battaglia legale contro l`amministrazione comunale contestando la regolarità delle richieste di pagamento relative agli anni 1987-1990 e 1994-1997.
Ora, la faccenda si ripete. Il Comune cerca di recuperare gli arretrati del 1998, gli utenti insorgono di fronte a errori e incongruenze, e il Codacons ripete quanto aveva già affermato anni fa: quelle bollette sono illegali.
«A nulla sembra essere servita la lotta portata avanti anni fa dai cittadini perché la situazione è rimasta immutata – dice Sandro Facchini, presidente del Codacons di Olbia -. Le bollette sono illegali perché il Regolamento idrico comunale e il Codice civile prevedono che l`utente paghi in base a quanto ha consumato. Quindi deve esserci la lettura del contatore, cosa che non è avvenuta. L`unica differenza rispetto al passato – precisa Facchini – è che, finalmente, nella bolletta vengono indicati i prezzi dell`acqua facendo riferimento a quelli indicati dal Buras numero 43 del 16/7/92».
Ma il presidente dell`associazione che difende i diritti dei consumatori evidenzia anche come nelle bollette (fatte pervenire attraverso raccomandata) siano contenute molte incongruenze dal punto di vista dei consumi calcolati in base al numero dei componenti del nucleo familiare.
«Sta succedendo, ad esempio – spiega -, che una famiglia composta da quattro persone consumi 219 metri cubi contro i 238 di una famiglia composta da tre persone». Le proteste dei contribuenti che bussano alla porta della sede di via Monte Pasubio (ma anche alla nostra redazione) riguardano anche molti errori: tre bollette inviate a una stessa famiglia o a persone defunte, cittadini che vivono fuori Olbia e che in città trascorrono solo le ferie e che, invece, devono pagare come se ci vivessero tutto l`anno, persone che non vivono più con i genitori e che invece vengono incluse nel nucleo familiare e devono pagare due bollette.
Tante segnalazioni, insomma, e tanta preoccupazione da parte degli utenti, ancora una volta disorientati quando si tratta di acqua.

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