Masso piomba sul treno Ucciso il macchinista
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fonte:
- Il Resto del Carlino
PESCARA ? Un sobbalzo improvviso, un forte rumore di ferraglia, poi il buio di un tunnel e la paura di ritrovarsi in trappola, come topi. E` stato il panico, ieri notte, sul treno Intercity 776 Lecce-Trieste, colpito da un enorme masso tra le stazioni di Fossacesia e San Vito Chietino, sulla Termoli-Pescara.
Una paura irrazionale e totale che a fatica il personale delle ferrovie è riuscito ad arginare mentre, dalla motrice, si levavano le invocazioni di aiuto di uno dei due macchinisti. Uno di loro, Francesco Palladino, 43 anni, moglie e quattro figli piccoli, è morto sul colpo schiacciato dall`enorme sasso scivolato, non si sa ancora per quale motivo, dal camion che lo trasportava.
Il camion viaggiava sulla statale Adriatica che scorre sopra della linea ferroviaria. Una tragica fatalità, un perverso gioco del destino l`ha fatto precipitare dopo una curva, poi rotolare giù sui binari. E` piombato sulla matrice del convoglio, poi ha proseguito ancora, verso il mare. Nella cabina di guida è rimasto, senza vita, Francesco Palladino, di San Giovanni Rotondo.
Il suo collega e amico, Michele Biancofiore, 42 anni, è ricoverato nel reparto di Rianimazione dell`ospedale di Pescara. Ma, nella tragedia, si considera pure che per i passeggeri «è andata bene».
Quasi settecento persone sono uscite illese o quasi (solo cinque feriti non gravi e, tra questi, anche una giovane al quinto mese di gravidanza) dal terribile incidente. E devono dire grazie proprio alla galleria, dove il convoglio è giunto per forza d`inerzia. Le pareti del tunnel hanno trattenuto i vagoni impedendo che deragliassero e precipitassero in mare.
Il guidatore del camion, che per primo ha dato l`allarme, è stato denunciato per omicidio colposo, disastro ferroviario, lesioni plurime e danneggiamento. Contro di lui anche i primi rilievi dei tecnici: il tir viaggiava con almeno 50 quintali di sovraccarico. L`uomo, Nicola Mastrodomenico, 38 anni, di Apricena (Foggia), era diretto al porto di Fano. Secondo il suo racconto, il masso, forse perché incrinato, si sarebbe spaccato e una parte sarebbe precipitata verso la ferrovia, sfuggendo ai cavi che lo tenevano fermo.
Ma spetterà agli inquirenti ? la Procura di Lanciano ha aperto un`inchiesta ? accertare se era tutto davvero in regola e se il carico era effettivamente assicurato dalle cinghie. Responsabilità che saranno chiarite mentre, a San Giovanni Rotondo, l`angoscia è grande per la morte di Palladino, considerato «un gran lavoratore, un ottimo padre di famiglia, innamorato del proprio lavoro».
Accanto al dolore, però, c`è anche la preoccupazione per la nostra rete ferroviaria, per la sicurezza delle strade, per i controlli sui camion che troppe volte sembrano dribblare ogni normativa.
A farsene interprete il Codacons e alcuni esponenti politici.
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