Servono norme contro modalità commerciali ambigue
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fonte:
- Messaggero Veneto
Anche alla Federconsumatori della provincia di Udine, già dal giorno seguente alla trasmissione di ?Striscia la notizia? che se ne è occupata, sono pervenute numerose richieste di informazioni e di assistenza da parte di cittadini che, vuoi come semplici acquirenti, vuoi come aspiranti venditori, sono incappati nelle panie dell?azienda. A sabato dodici ottobre sono pervenute tredici segnalazioni di persone probabilmente vittime della moderna ?Catena di Sant?Antonio?. Il numero, pare destinato ad aumentare perché le persone che ci hanno contattato hanno fatto riferimento ad altri soggetti con loro coinvolti. Fin dall?aprile scorso Adusbef, Codacons e Federconsumatori nazionali hanno denunciato all?Antitrust l?ingannevolezza del dispositivo Tucker, i cui messaggi promozionali promettevano notevoli riduzioni nei consumi di gas e drastici abbattimenti dell?inquinamento. Una perizia dell?Enea, richiesta dall?Antitrust, ha accertato che non si avrebbe alcuna riduzione né nei consumi, né dell?inquinamento. Nei giorni scorsi, con l?accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e violenza privata, sono stati arrestati 8 dirigenti della Tucker, tra cui il presidente della società. L?azienda, nel corso degli anni, aveva raccolto un numero non indifferente di venditori che, con il meccanismo del franchising, dovevano versare una quota compresa, pare, tra 4.500,00 e 10.000,00 euro. Si è appreso che già da un anno la Guardia di finanza di Rimini indagava sull`azienda, anche in seguito a numerosi esposti presentati da cittadini che ritenevano di essere stati truffati dalla Tucker. Dopo l?arresto degli 8 dirigenti Adusbef, Codacons e Federconsumatori intervengono a tutela di chi, credendo nelle promesse della società, ha subìto dei danni. Ci è stato raccontato, da alcuni di coloro che si sono rivolti a questa Federconsumatori, che la richiesta da parte dell?azienda di investire un capitale iniziale per divenire collaboratori ha fatto sì che alcuni, non in possesso della somma richiesta, si siano rivolti a finanziarie o a istituti di credito, indebitandosi pesantemente.
Pertanto, tutti coloro che, in seguito ai risvolti giudiziari della vicenda, ritengono di essere stati truffati dalla Tucker, oppure hanno investito e perso denaro, possono rivolgersi alle tre associazioni per intentare una causa di risarcimento dei danni e tentare di riavere indietro le somme perdute. Adusbef, Codacons e Federconsumatori annunciano infine si costituiranno parte civile per la vicenda Tucker e invitano gli organi preposti a predisporre il sequestro immediato dei beni dell?azienda, al fine di tutelare e garantire quanti ritengano di essere stati truffati da quello che, da sogno, si è trasformato in un incubo.
Questa vicenda ultima di altre con procedure analoghe, inoltre, mette in risalto l?opportunità di adottare misure normative che vietino modalità commerciali quantomeno ambigue: a tal proposito già esiste una proposta di legge d?iniziativa del deputato Bulgarelli, denominata ?Disposizioni concernenti il divieto di vendite a struttura piramidale?, sulla quale auspichiamo converga il consenso della maggioranza dei nostri rappresentanti in Parlamento.
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