11 Ottobre 2002

Ladispoli, le Fs preparano la ritirata

Nello scalo resterà solo la biglietteria aperta 8 ore al giorno: il transito verrebbe coordinato dalla centrale operativa di Pisa

Ladispoli, le Fs preparano la ritirata

A partire da dicembre saranno chiusi tutti gli uffici della stazione: proteste

Le Ferrovie dello stato si preparano a consegnare uno sgradito dono natalizio alle migliaia di pendolari che quotidianamente usufruiscono della stazione di Ladispoli. E` infatti giunta la pessima notizia che, nell`ambito del progetto di riduzione delle spese strutturali e mobilità del personale, le Fs avrebbero programmato lo smantellamento dello scalo di piazzale Roma. A partire dal mese di dicembre, saranno chiusi tutti gli uffici della stazione di Ladispoli, trasferito il personale ad altra destinazione, il traffico ferroviario verrebbe coordinato e controllato attraverso la centrale operativa di Pisa. Lo scalo resterebbe dunque privo anche del capostazione, nessuna vigilanza dei binari, si salverebbe soltanto la biglietteria che rimarrebbe aperta al pubblico per otto ore al giorno.
Lo smantellamento ha naturalmente acceso la rabbia dei pendolari e degli amministratori comunali che minacciano la mobilitazione popolare per indurre le Fs a recedere dal progetto che sarebbe però già approdato alla fase operativa.
«Siamo davanti ad una decisione scandalosa – afferma il sindaco Gino Ciogli, da anni pendolare sui treni – che non avrebbe alcuna giustificazione. La stazione di Ladispoli, statistiche alla mano di biglietti ed abbonamenti venduti, è una delle più produttive per le Ferrovie dello stato. Ogni giorno, oltre ottomila viaggiatori, provenienti anche da Cerveteri, usufruiscono dei treni a causa del costante aumento della popolazione residente. Depauperare il nostro scalo significa colpire i pendolari che sarebbero lasciati al proprio destino, senza più controlli e manutenzione della stazione. Soprattutto di notte l`area sarebbe in preda di qualsiasi malintenzionato, per non parlare della scarsa sicurezza con il passaggio indiscriminato a piedi sui binari. Attiveremo tutti i canali istituzionali possibili, sia a livello politico che chiamando i cittadini a scendere in piazza per manifestare in modo fermo ma civile il nostro dissenso».
Sulla stessa sintonia del comune c`è anche il Codacons che da anni segnala le carenze del trasporto su rotaia sul litorale.
«I pendolari – commenta il coordinatore locale, Angelo Bernabei – continuano ad essere considerati l`ultima ruota del carro dalle Ferrovie dello stato. Il Codacons lancerà immediatamente una massiccia raccolta di firme, invitiamo anche l`amministrazione di Cerveteri a scendere in campo, non possiamo accettare passivamente di veder sempre calpestati i diritti della gente comune».

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