10 Ottobre 2002

Alla scoperta del tubo

Spuntano già una ventina di tuckeristi in cerca di risarcimento appena scattate le manette per Mirco Eusebi, la sua compagna, nel lavoro e nella vita, Ivana Ferrari e i loro sei più stretti collaboratori.
Intanto tre degli arrestati negano davanti al gip che il tubo non funzioni, negano la truffa e qualsiasi violenza all`interno dell`azienda.
Ma il lavoro degli investigatori della Compagnia della Guardia di Finanza è ancora lungo. Sono 37 in tutto gli indagati dell`inchiesta del pm Francesca Zavaglia, e tra loro anche i tre sindaci revisori della Tucker, tutti professionisti riminesi, uno dei quali è anche il commercialista dell`azienda. Per loro l`avviso di garanzia parla di truffa in concorso aggravata dall`entità del raggiro. Il legale, Piero Venturi, che li difende assieme a Franco Ferrini, contro questo provvedimento ha già fatto ricorso al Tribunale del Riesame.
Nello studio riminese del commercialista sono stati sequestrati i libri contabili dell`azienda. E su ordine del gip Lorena Mussoni sono anche stati sequestrati i 4 conti correnti bancari Tucker di due banche una di Riccione e una di Cattolica, in tutto un milione e mezzo di euro di capitali. Nel mirino degli investigatori ci sarebbe, oltre a Tucker e Master Communication, cui fa capo la rete di vendita, anche l`Ask Point, una s.a. di San Marino. E in effetti molti promoter hanno raccontato agli investigatori che dovevano pagare la loro affiliazione versando i loro 7/9 o 14 milioni di lire su un conto corrente di una banca sammarinese. Su questa partita la magistratura riminese ha già presentato una rogatoria internazionale a San Marino.
Gli interrogatori degli arrestati ieri sono iniziati con Osvaldo Salvi il responsabile della produzione Tucker, che vive a Misano. Poi è toccato a Emanuele Baroni, che vive a Dovadola, e a Dario De Bon, l`unico degli 8 che è indagato solo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e non anche per violenza privata.
Gli indagati, assistiti dall`avvocato Paolo Righi, che ha rappresentato anche il collega Nunzio Roberto Valenza di Roma, si sono detti tutti convinti del fatto che il dispositivo funzioni veramente, abbatta consumi e inquinamento e quindi non esista truffa. La rete di vendita multi level inoltre è perfettamente legittima, in Tucker era corretta la rete di vendita e la scala gerarchica era decisa dal merito.
Per le riunioni che si tenevano nell`agriturismo del Ternano , i famosi `seminari punitivi`, Salvi ha assicurato di non aver mai assitito a costrizioni, nè limitazioni della libertà. «Erano incontri particolari nei quali fortificare la personalità». Anche Barone non avrebbe mai visto nessuno venire percosso. Forse qualche ammissione è stata fatta su un unico episodio.
Eppure il pm Francesca Zavaglia ha trovato una decina di persone che hanno raccontato maltrattamenti di tutti i tipi sopportati nell`appartato albergo dove si entra senza telefonini, senza orologi e ci si mette nelle mani di Eusebi e dei suoi collaboratori.
Era la signora Ivana che sceglieva chi andava `trattato` nei corsi di formazione. Corsi per 15/20 persone ogni volta che venivano realizzati una volta al mese e condotti da almeno uno della coppia Eusebi Ferrari e da alcuni collaboratori. Era qui che si sarebbero volati schiaffoni, si veniva ricoperti da drappi neri e crocifissi e lasciati per ore a riflettere per poi essere svegliati da secchi di acqua gelata e altre amenità del genere.
Intanto la associazioni di consumatori, Codacons, Adusbef e Federconsumatori invitano i truffati a mettersi in contatto con i loro uffici per intentare una causa di risarcimento danni e annunciano la loro volontà di costituirsi parti civili.

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