30 Settembre 2002

Unificazione dell?aliquota Iva sui consumi domestici di gas

Già da qualche mese molti utenti stanno inviando alle aziende erogatrici di gas metano le richieste di ricalcolo delle fatturazioni per quanto attiene l`aliquota Iva attribuita ai consumi. Le richieste sono state inviate o consegnate a mano anche alle associazioni dei consumatori, le quali hanno così avuto modo di verificare quanto i cittadini siano attenti a ciò che compare in bolletta. Ed è stata una verifica positiva. Infatti sono state moltissime le copie pervenute alla Federconsumatori e, immaginiamo, anche alle altre associazioni. Siamo anche a conoscenza di interrogazioni ed interpellanze presentate nei consigli comunali, a riprova dell`importanza dell`argomento. Avevamo preannunciato, sia su queste note che agli utenti che ci chiedevano informazioni, che si sarebbe predisposta una proposta di legge d`iniziativa popolare. Infatti il 23 settembre è stata depositata presso la Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare per l`unificazione al 10% dell`aliquota IVA sui consumi domestici di gas metano e per eliminare dalla base di calcolo dellIva le imposte che gravano sulla produzione. L`Intesa dei consumatori, composta da Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons ha deciso di dire basta ad un`ingiustizia che si ripete da anni con la discriminazione fra i consumatori di gas e che colpisce coloro che utilizzano il riscaldamento con l`aliquota IVA del 20% che si estende anche all`uso cottura e produzione di acqua calda, mentre applica l`aliquota del 10% soltanto a coloro che non utilizzano il gas per il riscaldamento.All`ingiustizia si aggiunge la beffa per tutti i consumatori di gas perché l`IVA viene fatta pagare anche sulle imposte di produzione in base ad una normativa europea (ahimè! L`Europa, di solito così attenta ai diritti dei consumatori utenti!?.) che sarebbe ora di cambiare a partire da una modifica delle norme nazionali. Per questo è stata promossa da parte delle associazioni la proposta di legge di iniziativa popolare che, se fosse approvata dal Parlamento, porrebbe termine a queste ingiustizie. Tale proposta dovrà essere adesso sottoscritta da 50.000 elettori e quindi le quattro associazioni che compongono l`Intesa dei consumatori lanciano una grande campagna per la raccolta delle firme necessarie alla presentazione in Parlamento e per sostenerne l`approvazione. Anche nella nostra provincia saranno organizzati punti di raccolta delle firme e si svolgeranno iniziative per coinvolgere la cittadinanza. Daremo notizia , dopo aver adempiuto agli obblighi burocratici, della data di inizio e delle località e punti di raccolta. In un momento in cui i consumatori sono colpiti da pesanti e ingiustificati aumenti dei prezzi, questa proposta di legge rappresenta un fatto concreto per contribuire a diminuire la pressione fiscale su consumi essenziali della famiglia.
A proposito di promozioni e supermercati. Molti consumatori e utenti ci segnalano, per lettera o telefonicamente, di aver ricevuto depliants illustrativi di offerte promozionali, di sconti, di vendite sottocosto di prodotti di largo consumo (alimentari o tecnologici). Le persone interessate, di buon mattino e dopo aver consumato un po` del loro tempo in coda, hanno la non lieta sorpresa di non trovare la merce pubblicizzata sui banchi dei supermercati. Alcuni, adirati, hanno chiesto ragione di ciò al direttore di un supermercato e hanno avuto la solita risposta del caso: scorte esaurite. Ciò può accadere, evidentemente, ma non sarebbe corretto esporre a fianco e con le stesse dimensioni degli altri alle entrate, cartelli informativi sulla indisponibilità dei prodotti in offerta speciale?

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