«In tv, stop agli show dal vivo e più fiction»
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fonte:
- Il Tempo
Bufera sulla Rai: il Tg3 accusato di «faziosità» finirà in Vigilanza.
Fi boccia Petruccioli sul pluralismo
IL PUBBLICO si è stancato dei programmi di casting tipo «Operazione Trionfo», «Saranno famosi» e «Grande Fratello» e i pubblicitari pensano che sia il caso di tornare a finanziare prodotti più sicuri, come la fiction. Così per Tg1 e Tg2 si cerca il «traino» giusto, mentre il caso Tg3 finirà in Vigilanza. Rai ancora nella bufera a causa del calo degli ascolti e delle violazioni alle leggi sul pluralismo. I compiti a casa per i direttori delle reti Rai che martedì compariranno dinanzi al CdA con le proposte concrete per arginare la crisi Auditel, si moltiplicano. Dopo il flop di «Max&Tux» su RaiUno, che tira giù, naturalmente, anche il Tg1 (battuto dal Tg5 da quando è tornato «Striscia la notizia»), adesso tocca al preserale «Destinazione Sanremo» e al Tg2. Da due giorni infatti il telegiornale di Mauro Mazza è in gran fermento perché la «striscia» di RaiDue va male (686.000mila spettatori con il 2.9% di share) e trascina in basso anche gli ascolti del notiziario. Sia Del Noce che Marano quindi dovranno cercare di rimediare alle defaillance di questi due «preserali» che condizionano anche le prime serate. La vittoria della prima serata l?altro giorno è andata infatti alla fiction «Il bello dele donne 2» su Canale 5 (6.015.000, share 22.98%), preceduta da una «Striscia» da record con 11.688.000 spettatori.
Sull?insuccesso di «Destinazione Sanremo» (accusato anche dal Codacons di favorire di majors discografiche) i pubblicitari ieri hanno lanciato un allarme «overdose». Secondo gli esperti infatti dopo l?entusiasmo iniziale, l`overdose di programmi che utilizzano la corsa alla popolarità da parte della gente comune per fare spettacolo in tv, sta determinando un rifiuto nel pubblico, che magari ora preferisce «sognare» con fiction tipo «Il bello delle donne». Male infatti vanno «Operazione trionfo» su Italia 1 e «Destinazione Sanremo» su Raidue, mentre «Saranno famosi» non fa più faville. «Basta con questa vera overdose di tv verità – dice per esempio Marco Mignani, direttore creativo dell`agenzia pubblicitaria Euro RSCG MCM – All`inizio si è puntato sulla pigrizia del pubblico, e alla formula trasmissione che vince non si cambia. Ma il pubblico, una volta di più, ha dimostrato di non essere disposto a farsi prendere in giro». «Casting, tv-verità, sconosciuti protagonisti di trasmissioni non rappresentano più una novità – rincara Saro Trovato, presidente di Meta Comunicazione – e soprattutto hanno invaso tutte le reti. Quello del casting è un meccanismo ormai svelato».
Se Tg1 e Tg2 hanno problemi di «traino» insufficiente, per il Tg3 si parla invece di «Tg-Soviet» e pare che il suo direttore Antonio Di Bella dovrà risponderne in Commissione di Vigilanza. Per il vice capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Barelli la sinistra, che chiede il pluralismo nei Tg, dimentica che «l`unico notiziario dove il pluralismo non esiste è quello di riferimento ulivista, il Tg3, che è sempre più fazioso». A queste accuse il senatore dei Ds Antonello Falomi della vigilanza Rai, replica affermando che «se c`è qualcuno da convocare di fronte alla commissione di vigilanza sono proprio Mimun e Mazza che perdono anche ascolto…». Immediata la risposta del direttore del Tg1, Clemente Mimun, che sottolinea: «Falomi deve sapere che tra gennaio e aprile il Tg5 ha battuto, tre mesi su quattro il Tg1. Da maggio ad oggi lo “score“ è di 4 a 1 a favore del Tg1». Forza Italia compatta, comunque, chiede ormai che la Vigilanza si occupi del «caso Tg3», che nei giorni scorsi era già stato segnalato dal consigliere Rai Albertoni per la «faziosità delle scelte». Il Cdr del Tg3, risponde alle accuse parlando di «intimidazione». Un nuovo fronte di scontro tra maggioranza e opposizione è quello della bozza del Presidente della Vigilanza Petruccioli sulle regole per la presenza dei politici nei programmi tv che sarà discussa in Vigilanza martedì, ma già si preannuncia la ferma opposizione della Casa delle libertà, che sull`argomento sta preparando un proprio testo.
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