Euro, arriva il cartellino anti-stangata
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fonte:
- Il Centro
Parte l`iniziativa «prezzo amico» che coinvolge i negozi della città
PESCARA. Effetto inflazionistico ed effetto psicologico: spendi di più perchè non sai quanto hai in tasca. L`arrivo dell`euro ha reso più “povere“ le famiglie a reddito fisso ed ha aperto le porte a rincari ingiustificati di prezzi e tariffe che hanno coinvolto non solo il settore del commercio, ma addirittura lo Stato e gli enti pubblici: tutte le tariffe (luce, acqua, telefono, ecc.) hanno subìto arrotondamenti verso l`alto. L`osservatorio della Confesercenti e i dati Istat dicono che Pescara rispetta la media nazionale. Anche qui l`euro ha un “costo“ che starebbero pagando le famiglie.
Ne abbiamo parlato con Lucio Laureti, presidente della Confesercenti provinciale e titolare della cattedra di Economia internazionale alla D`Annunzio, proprio nel momento in cui l`associazione di categoria lancia l`iniziativa del «prezzo amico».
Di cosa si tratta?
«L`argomento merita una premessa importante: innanzitutto l`euro non è un problema italiano ma europeo. La Grecia, la Germania, la Francia, la Spagna, per non parlare dell`Irlanda, sono tutti alle prese con lo stesso effetto inflazionistico».
Una variabile impazzita o un fenomeno che era stato messo nel conto con l`introduzione della moneta unica?
«Il passaggio all`euro doveva essere un passaggio di tipo tecnico, di semplice conversione di valute».
E invece?
«Non era stato previsto l`effetto economico. Secondo l`Istat le previsioni sull`inflazione per il 2002 si attestano attorno al 2%, e all`1,4% per il 2003. Ma se andiamo ad intervistare le persone che fanno la spesa tutti i giorni le cose cambiano».
In che misura?
«Per una serie notevole di prodotti ci troviamo di fronte ad aumenti anche superiori al 20%».
Perchè accade questo?
«Questa impennata dei prezzi non ha interessato i beni industriali, i prodotti intermedi e i semilavorati, ma i generi di prima necessità: abbigliamento, alimentari, servizi legati alla ristorazione».
Insomma, è al supermercato che si fa sentire il peso della nuova moneta?
«In economia si dice che il mercato è “severo e regolatore“, nel senso che premia i venditori che praticano prezzi più bassi e punisce chi pratica prezzi più alti».
Perchè non funziona più così?
«Perchè è venuta meno un`altra condizione vincolante in economia, denominata “trasparenza del mercato“. Il consumatore non ha più la percezione dei prezzi inferiori praticati dal commerciante e, dunque, non sa dove è possibile risparmiare a parità di caretteristiche merceologiche».
Dunque, un contraccolpo psicologico?
«Il consumatore non ha questa immediata percezione perchè non ricorda bene la differenza tra lira, euro e centesimo. Ci troviamo di fronte al paradosso che aumentando i prezzi non diminuisce la vendita del prodotto: è saltata quella famosa regola di mercato».
Così qualcuno continua a marciarci sopra con l`aumento dei prezzi.
«E` evidente, ma non si tratta solo dei commercianti. Lo ha fatto anche lo Stato con aumenti ingiustificati di molte tariffe: irpef, assicurazioni, parcheggi…».
Come difendersi?
«La variabile su cui intervenire è una sola: la trasparenza. Da qui l`iniziativa della Confesercenti nazionale denomitata “prezzo amico“ che stiamo portando anche a Pescara.
Ora può spiegarcelo.
«E` un progetto nato con il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori: Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori. Lo scopo è quello di consentire la identificazione di coloro che vendono in maniera più corretta».
Come?
«I prezzi controllati sono identificati sulle vetrine da appositi cartellini verdi. Stiamo raccogliendo le adesioni anche in città. Non basterà a fermare l`inflazione ma a favorire un processo di pacificazione tra commerciante e consumatore nel segno della trasparenza e della correttezza».
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