27 Settembre 2002

Antenne, la parola al Comune

Lanciano. Continua la battaglia per evitare l?installazione di nuovi impianti di telefonia mobile

Antenne, la parola al Comune

Contestato il decreto Gasparri: toglie potere all?ente locale

LANCIANO – «In democrazia le proteste vanno accettate, ma se si esaminano le cose con un minimo di obiettività, non si non può non risconoscre come, sul problema delle antenne per la telofonia mobile, l`Amministrazione comunale di Lanciano abbia fatto di tutto per la tutela della salute dei cittadini. Basti pensare all`adozione di uno specifico piano di regolamentazione del settore. Ed è proprio grazie a quel piano che a Lanciano non c`è stato il proliferare selvaggio delle antenne, come avvenuto in altre città. Quando, poi, il Tar, con argomentazioni, secondo noi, infondate, ha annulato tale regolamento, abbiano proposto ricorso al Consiglio di Stato, ottenendo anche l`appoggio della Regione Abruzzo, che ha conferito all`avvocatura generale dello Stato l`incarico di patrocinarci in giudizio».
L`ingegnere Riccardo La Morgia, tra i promotori dei comitati anti-antenne, ora consigliere comunale di Forza Italia, ribatte così alle ultime proteste che sono arrivate dai residenti del quartiere storico di Civitanova. E` lui che ha redatto, per conto del Comune, la relazione tecnica “Antenne“ che ha avuto l`avallo della Regione e su cui si base il ricorso al Consiglio di Stato.

«Noi – sostiene Riccardo La Morgia – dobbiamo tornare a quel regolamento, che stabilisce i siti per le antenne e il rapporto tra potenza delle emissioni e distanze dalle abitazioni. Diversamente, il Comune non potrà opporsi alle richieste di altre installazioni per la telefonia mobile». Ma nel frattempo, il ricorso al Consiglio di Stato si è bloccato perché è arrivato un decreto del ministro Gasparri in cui, all`articolo 3, si dice che “le infrastrutture delle telecomunicazioni sono compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica e sono realizzabili in ogni parte del territorio comunale, anche in deroga agli strumenti urbanistici e ad altre disposizioni“. «Siamo pronti, primo comune in Italia, con l`appoggio del Codacons, – ribatte l`ingegner La Morgia – ad opporci, nelle sedi opportune, a questo decreto della cui costituzionalità non siamo convinti. E molte altre città sono pronte a seguirci, perché noi non siamo contro le infrastrutture delle telecomunicazioni, ma vogliamo che i comuni ne possano regolamentare le installazioni, a tutela sia degli aspetti urbanistici che della salute dei cittadini».

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