26 Settembre 2002

Il pane lodigiano sfugge al caro prezzi

Nel Milanese l`oscillazione è sensibile, da noi gli esercenti dichiarano che da tempo non si registrano aumenti delle michette

Il pane lodigiano sfugge al caro prezzi

Costi fermi da tempo, e l`Unione li blocca fino all`anno venturo

La stangata euro non colpisce la michetta. Non ci sarebbero stati rincari nella vendita al dettaglio fra i panificatori del Lodigiano e ieri l`Unione del commercio ha annunciato uno stop ai prezzi fino al marzo 2003. Anche se in realtà i listini sono fermi già dall`anno scorso e non erano previsti aumenti neppure nei prossimi mesi.
In teoria il prezzo del pane è libero, in realtà ogni anno gli operatori del settore si riuniscono per fissare dei parametri di vendita omogenei per tutti. L`ultimo summit dell`Unione risale all`inizio di quest`anno, quando è stato introdotto l`euro. Mentre il vertice Ascom sui prezzi risale all`autunno del 2001. Da allora nulla è cambiato anche se ieri l`Unione ha assicurato uno stop già presente nei fatti. «L`iniziativa – spiega Giuseppe Brindisi, il presidente dei panificatori dell`Unione – intende garantire la spesa dei consumatori lodigiani e fornire un messaggio chiaro e preciso in linea con quanto indicato dal governo sul blocco dei prezzi di alcune tariffe».
Attualmente il pane costa dai 3 ai 5 euro al chilo, a seconda della tipologia. Un`indagine nell`area milanese del Codacons (associazione di consumatori) ha individuato un`oscillazione fra i 2,99 e i 3.36 euro al chilo per il pane all`olio, Nei negozi al dettaglio si arriva ai 3,36 euro, nei discount si scende ai 2,06, nei mercati si risale ai 3,1 e nei supermercati si scende a 2,99 euro. «Se avete davvero un negoziante di fiducia continuate a servirvi da lui, ma se vi sembra che abbia aumentato troppo i prezzi, se vi rendete conto che servirvi lì è solo una questione di pigrizia, allora provate a cambiare negozio, potreste avere delle sorprese e trovare prezzi più vantaggiosi. Spesso basta fare 500 metri in più» spiega il Codacons nella sua inchiesta che ha verificato anche le oscillazioni di costo di alcuni prodotti di largo consumo, oltre al pane.
«Ma da noi i prezzi sono fermi dalla fine dell`anno scorso e non mi pare che siano previsti aumenti» spiega Giovanni Co`, che non è iscritto ad alcuna associazione e che ha la panetteria a Lodi in via Marsala 74. Poi aggiunge: «Con l`euro noi abbiamo arrotondato di un paio di centesimi al massimo, proprio perché la gente non ha tutti gli spiccioli. Il nostro prezzo medio è di 3 euro al chilo per il pane normale e di 3,60 euro per quello speciale». Anche al negozio di “Paolo e Ale“ in via Nino Dall`Oro confermano che «i prezzi sono fermi già da tre anni». E nell`altra panetteria di via Ada Negri, Laura Patrini, che è nel settore da una vita, spiega: «Sono 6 anni che i prezzi sono fermi. Il costo maggiore è per la farina che si paga anche 75 euro al quintale. Ci sono poi i preparati già pronti, quelli dove basta aggiungere l`acqua, per il prodotto speciale, che costano al panettiere anche 4,10 euro al chilo. Noi non li prendiamo, altrimenti non ci stiamo dentro. Il pane speciale noi lo vendiamo a 3,90 euro. I prezzi attuali cerchiamo di farli andare bene con una produzione familiare. In tutte le cose ci vuole buonsenso».
Ma in futuro il costo del pane al dettaglio più che dalle materie prime potrebbe essere influenzato dall`incidenza del personale. «In ballo il rinnovo contrattuale dei dipendenti – spiega Umberto Gilet, segretario dell`Unione del commercio – ma noi riteniamo di poter invitare i nostri iscritti a soprassedere a qualsiasi aumento fino al marzo 2003». Anche Giovanni Co` conferma che il peso maggiore sui conti dei forni è costituito dal personale: «I prezzi delle materie prime sono fermi, è aumentato il costo dell`energia elettrica e poi ci sono i contributi dei dipendenti che sono esorbitanti. Sono quasi equiparati a quanto arriva nelle tasche del personale. Comunque non c`è ragione di aumentare gli attuali prezzi del pane».

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