Guerra ai furbi che gonfiano i prezzi
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fonte:
- Il Messaggero
Per la Girolamini è tempo di iniziative «non a chiacchiere». «Grava su tutti il peso dei rincari. Per questo non vogliamo alzare polveroni di parole. Pensiamo ad una intesa che sia vincolante, ad un paniere di prodotti, il cui prezzo intendiamo controllare da vicino. Ma soprattutto vogliamo che i nostri interventi arrivino ad incidere sulla situazione, non siano solo di facciata. Per questo ci stiamo muovendo con circospezione». E conclude: «Pochi giorni ed avremo il quadro complessivo che ci serve per intervenire». Intanto annuncia che anche i supermercati intendono presentare una gamma di prodotti a prezzi bloccati.
Dall?inizio dell?anno sono state comunque fatte indagini, raccolte segnalazioni e denunciati aumenti a raffica. Adoc, Codacons e Federconsumatori (l?Adusbef non è ancora rappresentata in Umbria) hanno anche stretto un patto, l?Intesa dei consumatori, che ora vede le tre associazioni muoversi fianco a fianco. Le quali, oltre alla battaglia su tariffe ed Rc auto, hanno stipulato con Confesercenti l?accordo “prezzo amico“ che frenerà la corsa di una quarantina di prodotti di largo consumo: dal pane al cappuccino, dal pullover al dentrificio; ma nel gruppo saranno compresi anche quattro o cinque prodotti tipici umbri. Un bollino verde permetterà ai clienti di identificare i negozi che aderiranno a tale campagna, mantenendo i prezzi bloccati fino a San Silvestro. Prima di arrivare a tale iniziativa, per altro osteggiata da Confcommercio, l?Adoc aveva più volte invocato l?intervento del Prefetto per fare verifiche e controlli contro arrotondamenti e aumenti selvaggi. L?Adiconsum Umbria ha più volte denunciato gli aumenti ingiustificati di cui sono stati oggetto molti beni di prima necessità. Tra questi, i prodotti dell?ortofrutta sul cui meccanismo di formazione dei prezzi sono state evidenziate distorsioni non sempre giustificabili dai problemi di meteo. Tali tensioni non hanno mai trovato riscontro nei dati sull?inflazione e per questo la crociata dei consumatori contro gli aumenti ha tirato in ballo anche il paniere Istat ritenuto non più rappresentativo di gusti e tendenze del consumo. Le stesse motivazioni hanno spinto le associazioni ad interrogarsi sulle funzioni di rilevazione, monitoraggio e comparazioni dell?Osservatorio regionale dei prezzi. Uno strumento da rilanciare, potenziandone il ruolo programmatico e di indirizzo.
Lo sciopero del consumo. Il 5 luglio e il 12 settembre, le associazioni dei consumatori hanno proclamato due giornate di protesta invitando i cittadini a boicottare gli acquisti. A prescindere dal balletto dei numeri creatosi sull?adesione, l?importanza dello sciopero va ricercata nel segnale che si è voluto lanciare mettendo in vetrina la preoccupazione della gente comune. La quale, con il change over ormai lontano, ha visto materializzarsi i timori di non arrivare a fine mese per colpa di chi ha operato conversioni lira/euro troppo personali. Le motivazioni psicologiche sulla presunta incapacità di gestire pensioni e stipendi, pur essendo in parte accettabili, si sono rivelate deboli. Così, grazie anche allo sciopero, la questione rincari è diventata una questione politica che, tramite la Consulta Utenza e consumo, è arrivata in Regione. Davanti all?assessore al Commercio, commercianti, associazioni di consumatori e cooperative, hanno stipulato un patto di ferro contro gli aumenti. I prezzi di un folto gruppo di prodotti ritenuti indispensabili per le famiglie umbre saranno “intoccabili“. Sullo sfondo, la grande distribuzione organizzata che, pur non aderendo apertamente a tali iniziative, si sta già muovendo autonomamente con offerte, sconti, promozioni e campagne anti-rincari sulla falsa riga del prezzo amico.
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